Il bastardide (o anche cliente stronzus)

Il cliente. Una figura ideale che entra a far parte della tua vita e la condiziona per sempre. Che sia un uomo o una donna, un imprenditore o un pensionato, una casalinga annoiata o un contadino smanioso di pubblicare le foto del suo vino casereccio, è ciò di cui hai bisogno per dare senso al tuo lavoro.

Ed è per questo che fai di tutto per acquisirlo. Leggi, studi, frequenti i seminari, spendi dei soldi per comprare strumenti nuovi, per essere più performante. Sei persino gentile, educato, premuroso. Le tue email sono sempre così accorte e professionali. E bene o male funzionano. C’è chi entra e c’è chi esce. Chi paga puntuale e chi ti fa aspettare un pò. Ma tutto sommato riesci a tirare avanti.

Poi però un giorno arriva lui: lo stronzo. E la tua vita diventa un inferno.

I bastardidi

Per chi non avesse ancora vissuto l’impietosa esperienza di una simile vicissitudine, è bene dire subito le cose come stanno: ci sono web designer che hanno deciso di cambiare lavoro a causa di clienti appartenenti a questa particolare specie di bestie immonde. E benché stia cercando di tenere una certa ironia nei toni di quest’articolo, non possiamo sottovalutare la drammaticità del fenomeno.

Il cliente stronzo è un primate che discende direttamente dall’homo stronzus, da cui si sono formati negli anni i cosiddetti bastardidi (si pronuncia bastàrdidi, come ominidi, mantidi, cariatidi, crisalidi, lipidi etc.). Questi ultimi si nutrono della serenità dei freelancer. Attaccano le loro vittime con una tecnica subdola, spietata, affinata nel corso degli anni.

Non sono immediatamente pericolosi. Durante le prime fasi dell’approccio cercano di ottenere la fiducia della vittima. Parlano in modo normale, capiscono quello che dici e sembrano gentili. A volte sorridono. E la preda pensa di essere di fronte a un cliente per il quale vale la pena di impegnarsi. Ed è proprio a questo punto che scatta la trappola mortale.

L’attacco mortale

Il povero web designer decide di accettare l’incarico. E si mette al lavoro. Prepara le prime bozze, ne parla in famiglia, con la fidanzata. È contento di avere un nuovo cliente. Ma è ignaro del suo destino, completamente all’oscuro delle astute manovre che si stanno compiendo alle sue spalle.

Senza entrare nei dettagli cruenti di come abitualmente il bastardide consuma il suo delitto, a distanza di pochi giorni il web designer si accorge (ma non vuole ammetterlo subito) che forse sarebbe stato meglio non accettare quell’incarico.

L’attacco è quasi sempre micidiale. Parte con una serie di richieste assurde, insensate, che provocano i primi stati d’ansia misti ad angoscia. Poi segue con affondi molto potenti che si rendono necessari quando la vittima prova a reagire.

Infatti, il web designer cerca di recuperare un minimo di dignità, ci prova. Ma il cliente stronzo, per dare forza al suo affondo, fa un giro al largo per disorientare la vittima, prende slancio e ritorna su di lei con una forza devastante. Qui l’ansia diventa inquietudine. Poi trepidazione. E infine terrore allo stato puro.

A questo punto, il web designer non è più un professionista indipendente, ma una specie di automa nelle mani del bastardide. La sua morte è atroce, perché avviene nella consapevolezza della fine, del degrado, dello spegnimento di ogni entusiasmo e voglia di continuare.

I freelancer addestrati e i segnali di difesa

Sappiamo con certezza che tra di noi ci sono freelancer addestrati, esperti, capaci di muoversi anche in ambienti ostili e di sopravvivere alla morsa fatale dei bastardidi.

Ma il cliente stronzo è un animale furbo. Impara a riconoscere quelli più forti (così come quelli più forti hanno imparato a riconoscere lui). E non perde tempo con loro. Del resto, il web designer navigato lancia dei segnali inequivocabili che tengono i bastardidi alla larga. Per esempio, il prezzo fa capire allo stronzo che i suoi attacchi non avranno efficacia o che comunque forse non vale la pena di provarci.

Anche se – bisogna dirlo – ci sono casi di esperti freelancer che nonostante lo scudo del prezzo alto, sono stati soggiogati e prevaricati dal cliente. Cioè, lo stronzo ha accettato il prezzo alto, ma ciò non ha cambiato la sua natura di stronzo. E questo dimostra che i bastardidi non sono tutti uguali. Ci sono quelli che lesinano sui soldi e, dunque, incancreniscono questa parte specifica del rapporto. Ma ci sono anche quelli che non hanno problemi di budget. Costoro distruggono le loro vittime in modo diverso da chi invece ne fa una questione di prezzo.

Un altro segnale inequivocabile è il contratto scritto con le giuste clausole rescissorie e di responsabilità. Il freelancer che chiede la firma del contratto – e non prende alcuna iniziativa in assenza dello stesso – fa capire allo stronzo che non ci sono molti spazi di manovra per i suoi agguati.

Ce ne sono anche altri, come il target: scegli con chi vuoi lavorare. Traccia il profilo del tuo cliente ideale. E assicurati che non abbia alcuna somiglianza con quello del bastardide.

E poi ancora il posizionamento: crea la tua immagine perfetta, rappresenta ciò che vuoi che gli altri percepiscano di te, del tuo brand, della tua esperienza. Costruisci il tuo posizionamento su livelli di percezione che non attirano lo stronzus.

Ma il target, il posizionamento, e così anche la comunicazione, il messaggio dichiarato sulle pagine del sito etc. sono strumenti di difesa che vanno approfonditi nel quadro di una costante evoluzione del cliente stronzo, perché si tratta di un essere scaltro con delle spiccate capacità di adattamento all’ambiente circostante. Gli strumenti di oggi potrebbero non essere efficaci domani. Servono nuovi segnali, nuove palizzate, nuove tattiche di depistamento e allontanamento.

Chi si aggiorna, studia e attinge dall’esperienza dei freelancer più navigati aumenta le probabilità di sopravvivenza. Tutti gli altri sono destinati prima o poi a morire per mano di un bastardide.

Conclusioni

Il mercato del web design è una giungla. E come ogni giungla è pieno sia di risorse straordinarie di ogni sorta, sia di stronzi che girano nascosti tra i cespugli.

Conviene adottare gli accorgimenti giusti. Altrimenti si rischia di finire come tanti amici e colleghi che stremati da un bastardide hanno deciso di cambiare lavoro.

A te è mai capitato di avere a che fare con un bastardide?

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L'autore

Scrittore freelance ed esperto di content marketing. La sua filosofia è che tutti, grazie al web, possono lavorare in modo più intelligente e proficuo. E soprattutto in modo più autentico. Basta sapere come fare. Da febbraio 2013 ha deciso di accettare una nuova sfida e di entrare nel team di Your Inspiration per curare l’organizzazione e la produzione di contenuti, nonché il copy e la comunicazione aziendale.

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24 commenti

  1. Marco Gurnari
    • daghene
  2. Ernesto
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