I Web Designer da cui è bene stare alla larga: conoscerli per evitarli

I miei articoli sulle varie tipologie di cliente da cui è preferibile stare alla larga (puoi leggere la trilogia qui, qui e qui) hanno riscosso un gran successo tra i lettori di YIW: molti di voi si sono riconosciuti come “vittime” di coloro che abbiamo goliardicamente definito- per un motivo o per un altro – “clienti serpenti”.

Ma di serpenti è pieno il mondo, e c’è un modo di dire tutto italiano che ci insegna che le peggiori serpi sono quelle che “si covano in seno”, ovvero quelle che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni, celandosi magari dietro maschere di educata cortesia e disponibilità.

Oggi parliamo quindi di alcuni “colleghi serpenti”, di quei web designer/grafici/sviluppatori  con cui è meglio non avere a che fare, soprattutto quando si parla di collaborare su progetti più complessi che richiedono un ottimo spirito di squadra e un buon carattere.

Ovviamente lo faremo con quella punta di ironia che contraddistingue sempre i miei articoli semi-seri, perciò va da sé che ogni riferimento a fatti e/o persone reali è del tutto casuale. ;)

L’omertoso

La peculiarità del web designer omertoso consiste nel rifiuto di condividere con i colleghi qualsiasi informazione e/o risorsa, al fine di “tutelare i propri segreti professionali”.

Non è proprio chiaro in cosa consistano tali segreti, visto che la maggior parte delle volte si tratta di slider gratuiti, o di siti di risorse free facilmente reperibili online: un “collega” che ho avuto modo di conoscere per vie traverse si è mostrato più che riluttante nel dirmi il nome dello slider integrato nel sito di un suo cliente comune ad entrambi. E si trattava di un normalissimo Nivo, niente di particolarmente eclatante, insomma.

Il web designer omertoso non condivide le sue scoperte, non consiglia letture, non mette in discussione il suo lavoro. E’ quel tipo di persona che rinomina tutti i files per non far capire quale effetto javascript o quale template sta usando in un suo progetto. Se gli chiedi quale plugin sta utilizzando nel suo blog o come ha fatto a realizzare un determinato effetto, la risposta sarà poco chiara e basata sulla linea “dico non dico”: ho utilizzato uno script di cui non ricordo il nome (ma vah?), è un pattern che ho scaricato gratuitamente online (si, ma dove?), eccetera eccetera.

Quello che non capisce il web designer omertoso è che niente ripaga più della condivisione, che la potenzialità del web risiede tutta nella capacità di crescere e di collaborare in modo consapevole e spontaneo, e che la “concorrenza” non è altro che un potenziale alleato su cui poter fare affidamento.

Se non avessi condiviso a piene mani il mio sapere o le risorse che ho accumulato in questi anni di lavoro, non avrei mai conosciuto le persone con cui collaboro oggi, non sarei mai cresciuta professionalmente e probabilmente saprei la metà delle cose che so. Il mio consiglio è di evitare il più possibile le persone competitive che preferiscono l’ambizione personale al piacere del lavoro di squadra e allo stimolo di una possibile crescita professionale: collaborare con chi ti ritiene un arrivista e non ti considera degno della sua fiducia è decisamente frustrante.

Il polemizzante

Quella del polemizzante è una gran brutta razza. Il tratto comune a questi web designer è senz’altro la capacità di avere sempre e comunque qualcosa da ridire sul lavoro altrui. Non si tratta di critica costruttiva, ma di una frustrazione personale che sfocia nel tentativo – abbastanza grossolano – di denigrare il lavoro dei colleghi. Il polemizzante generalmente ha un proprio blog, dove scrive spesso articoli contro individui senza nome (perché il polemizzante ama fare polemica, ma lo fa in modo da non compromettersi troppo) che, secondo lui, meriterebbero solo la gogna pubblica.

Decisamente facile da riconoscere e da evitare, il web designer polemizzante è abbastanza innocuo (generalmente non si spinge più in là di articoli carichi di sottintesi e commenti anonimi per trollare in tutta sicurezza il malcapitato di turno) e in realtà si getta da solo la zappa sui piedi perché, se è vero che si raccoglie ciò che si semina, in poco tempo si ritroverà escluso da qualsiasi rapporto collaborativo o sociale.

E questo, ovviamente, lo renderà ancora più polemico.

Il tipo medusa

Il tipo medusa è di gran lunga più fastidioso del polemizzante. Proprio come la medusa ti rifila le sue stilettate velenose senza farsi notare, questo web designer è generalmente disponibile e accomodante, un trionfo di virtù, insomma. O almeno, cosi sembra.

In realtà nel tempo comincerai a capire che i commenti, cosi entusiastici e spiritosi, nascondono spesso una chiave di lettura diversa, decisamente meno amichevole. Che i consigli non sono consigli, che gli aneddoti non fanno ridere, che le conversazioni ti mettono a disagio, perché ogni tanto – appunto – arriva un po’ di veleno quando meno te lo aspetti e non sai bene come reagire.

Manco a dirlo il tipo medusa è generalmente donna: l’arte dei sottintesi e della malizia è del resto un tratto tipicamente femminile, indipendentemente dal lavoro che svolgiamo.

Se assistete ad una conversazione tra web designer donne, è probabile che si stiano insultando reciprocamente. E che nessuno, tranne loro, se ne accorga.

L’egocentrico

Le persone che manifestano un ego spropositato sono sempre difficili da digerire, soprattutto se si intraprende una collaborazione “alla pari” per un obiettivo comune. L’egocentrico non sminuisce il tuo lavoro ma sopravvaluta il proprio, enfatizzando in modo quasi imbarazzante le proprie capacità e il proprio ruolo.

L’egocentrico non si trova molto a suo agio nel lavoro di squadra, perché difficilmente è capace di riconoscere le qualità altrui o di oscurare il proprio IO in un progetto che non lo veda come assoluto protagonista. E, ovviamente, l’intolleranza a qualsiasi forma di critica o suggerimento lo rende poco incline a collaborare con chiunque non lo consideri un guru assoluto in ciò che fa.

Il cialtrone

Il cialtrone è una persona che rende decisamente ostico ogni tentativo di collaborazione. Se è un grafico realizza sorgenti grafici che richiedono 12 lauree per come sono strutturati, se è uno sviluppatore scrive un markup impossibile da comprendere e da tradurre. Non lo fa apposta, non lo fa per cattiveria: semplicemente non ci pensa.

Se il cialtrone non è un egocentrico, ci sono buone probabilità che tu possa, con il tempo, “addomesticarlo”, abituandolo a ottimizzare il proprio lavoro in modo da renderlo meno self-oriented possibile. La maggior parte delle volte si tratta di persone abituate a fare “da sè” , a non dover cioè interagire con altre persone all’interno di un progetto, e questo purtroppo renderebbe anarchica e fancazzista anche la mente più disciplinata.

Se invece il cialtrone è anche egocentrico, preparati: il tuo equilibrio psicofisico e la tua professionalità verranno messi costantemente a dura prova , e non c’è niente che tu possa fare per migliorare la situazione.

Conclusioni

Queste sono le categorie principali di colleghi e collaboratori che ho conosciuto finora e che ho imparato a riconoscere “a pelle”. Ho voluto scrivere questo articolo per dare uno spunto semiserio sulla figura di noi web designer, che spesso tendiamo a puntare il dito sui difetti di questo o quel cliente e siamo però incapaci di procedere in una benché minima analisi autocritica o autoironica. Adesso, sinceramente, ti riconosci in una delle categorie? O, ancora meglio, riconosci qualcuno con cui hai collaborato o con cui hai avuto a che fare?  :)

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L'autore

Web designer, lavora nel campo della grafica e dello sviluppo web da sei anni e al momento oltre a collaborare con una web agency gestisce con successo la sua attività di freelance sotto il nome di mascara design. Come molti freelance si è abituata a gestire più ruoli, spaziando dalla grafica cartacea allo sviluppo del codice xhtml e css; nonostante questo la sua passione rimane, sempre e comunque, la grafica per il web.

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