Facebook pensa al futuro o vive di rendita?

In questo periodo, forse perché siamo all’ inizio dell’ anno, si parla parecchio del futuro del web. Si cerca di capire e prevedere come si evolveranno le cose nei prossimi anni o anche solo in questo 2011. Le tematiche che maggiormente vengono affrontate sono sicuramente quelle dei social network e del mobile.

Per il primo ci si chiede se il (quasi) monopolio Facebook riuscirà a resistere o se invece come successo in altre occasioni la gente prima o poi si stancherà e magari, con la nascita di qualcosa di nuovo, migrerà in massa altrove.

Niente è eterno

É vero che in passato niente è durato “in eterno” sul web ( eccetto Google?) ma è necessario, però, individuare delle differenze che esistono tra l’uso che veniva fatto del web prima rispetto ad ora.

Il primo aspetto da prendere in considerazione credo sia l’ identità digitale. In fondo quello che ha fatto Facebook è stato proprio questo: ha cambiato il modo delle persone di essere presenti su internet. Prima tutti erano presenti sul web con un nickname (o addirittura più di uno) che quasi mai rimandava in nessun maniera alla vera identità della persona, se non in parte al nome di battesimo, che stava dietro di esso; oggi invece le persone accedono alla rete con il proprio nome e vogliono far sapere chi sono, dove sono, cosa fanno e cosa gli piace.

Per questo motivo oggi la rete crea una connessione tra le persone più reale, che ricalca quella che si crea anche nel “mondo reale” ed è più difficile quindi pensare che da un giorno all’altro tutti siano disposti a “ricominciare da zero”, perdendo e dovendo ripristinare tutti i propri contatti, dovendo ridefinire un profilo di se stessi che si sono creati nel tempo con il materiale (foto, video…) che hanno condiviso, con le azioni che hanno compiuto, con le preferenze che hanno espresso e con le informazioni che hanno fornito fino a quel momento nel loro social.

Questa credo sia la grande forza di Facebook, non è solo uno strumento di comunicazione ma un luogo personale, la propria casa sul web e non si vedono spesso nel mondo traslochi di massa, eccetto in casi veramente eccezionali.

Se però questa è la rivoluzione che è riuscito a fare Facebook è anche vero che forse è l’unica che veramente ha fatto.

Se ci pensiamo infatti negli anni il social numero uno al mondo non ha poi portato molte innovazioni al suo interno, almeno non originali, nel senso che quelle degne di nota sembrano sempre copiate da altre piattaforme. Prendiamo per esempio FB Ads, che permette alle aziende di creare annunci pubblicitari profilati e mirati, Google lo fa da parecchio tempo con Adwords; oppure pensiamo a FB Places che permette, grazie ai dispositivi mobili, di registrarsi nel luogo dove ci troviamo e comunicarlo ai nostri amici, è l’idea creata da Foursquare; e FB Deals? Grazie al quale le aziende possono creare promozioni per i clienti che si registrano nella loro pagina FB Places? Solo un evoluzione dei badge di Foursquare; ed infine il nuovo sistema di gestione dei messaggi che riunisce mail, messaggi diretti, chat e SMS… beh non credo sia una rivoluzione che stravolge la concezione di comunicazione nel web, ma solo un modo per portare le persone a restare sempre più tempo all’ interno del “sistema Facebook” ed evitare che usino altrove determinati strumenti.

Questo per dire che quello che porta avanti un progetto nel tempo sono le idee e l’innovazione e se non si hanno idee e non si rinnova non si può sperare di mantenere sempre viva l’attenzione degli utenti. Ed anche se al momento sembra improbabile che qualcuno o qualcosa possa spodestare il colosso di Zuckerberg non sappiamo cosa può nascere in futuro. Nel suo periodo d’ oro chi avrebbe mai scommesso nella disfatta di MySpace?

Personalmente credo che Facebook sia un progetto che sta vivendo di rendita su quello che ha fatto inizialmente e che aggiunge di nuovo solo ciò che gli serve  per autoalimentarsi dal punto di vista finanziario e di tempo di permanenza degli utenti sulla piattaforma.

Bisogna quindi chiedersi cosa si può offrire di utile agli utenti ora che usano la loro vera identità in rete e non solo come può essere usata a fini di marketing. Facebook ha portato le persone “realmente” in rete, il marketing ha capito che avere milioni di user/clienti profilati per le loro preferenze, connessioni ed attività è una miniera d’oro e la sta sfruttando… e ora? Si, quando sei in un locale è divertente fare check-in e dire ai tuoi amici dove sei e taggare quelli che sono con te, è divertente anche condividere le foto delle vacanze al mare e commentare i link condivisi dagli amici, ma adesso è necessario capire come poter rendere sempre più utile l’identità digitale degli utenti nella vita di tutti i giorni e Facebook dovrebbe stare attento che qualcuno non lo faccia prima di lui.

Le persone si stanno abituando ad avere una propria identità digitale ed ormai sembra lontano decenni il modo di pensare che vedeva come imprudente mettere online fatti personali come dati sensibili, foto, attività ecc, ma se ci pensiamo l’era in cui la nostra identità reale è in rete è all’inizio e sarebbe stupido pensare di capire come si evolverà, bello (e giusto) immaginarlo, ma stupido pensare di poterlo prevedere con esattezza e soprattutto pensare che non debba arrivare niente di nuovo che cambierà ancora le cose.

Tu ti sei totalmente abituato ad essere online con i tuoi dati? E soprattutto come pensi che si evolverà lo scenario di internet adesso che le persone sono realmente presenti con la loro identità? Potranno queste ultime passare dall’attuale utilizzo per puro sfizio ad avere una effettiva utilità?

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L'autore

Realizza siti web con Joomla e Wordpress. La sua passione per la rete lo ha portato a formarsi autonomamente e studiare i CMS, i linguaggi ed anche un pò di Photoshop. Adesso vuole fare esperienze a livello professionale per rafforzare le sue conoscenze e trasformare questa sua passione in un lavoro.

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8 commenti

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