Editoriale: Arte tradizionalmente standard. Ed il digitale?

editoriale11Il nostro pennello é un pennello immaginario, cosí come la nostra tela. Misuriamo in pixel anziché in centimetri. Ció che creiamo forse non abbandonerá mai il formato digitale. Siamo soggetti a continue critiche, ma c’é chi ci difende e guarda al futuro.

Spendo molto tempo a navigare per la rete, informandomi sulle tendenze d’oltreoceano, valutando pareri e commenti, visionando le creazioni dei piú disparati artisti in giro per il globo. Uno dei siti che controllo spesso – l’unico ad aver ricevuto il mio consenso per la ricezione delle newsletter – é cgsociety. Per chi non lo conoscesse, raccomando caldamente un giro fra le varie pubblicazioni. Cgsociety rappresenta per l’arte digitale ció che grosso modo imdb rappresenta per il cinema. Fra i migliaia di iscritti si celano vari specialisti di hollywood, oppure qualche modellatore della Ubisoft. Impossibile non restare colpiti dalle magnifiche illustrazioni bidimensionali o dalle scene tridimensionali mozzafiato che saltano all’occhio fra i diversi highlight.

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Arte classica e arte digitale

Al paragone “arte classica / arte digitale” i tradizionalisti storcono il naso, degenerando in un eterno quanto inutile dibattito. Il parere rimane da accettare, l’ostinazione da rivedere. L’illustrazione digitale é, ai loro occhi, una semplice opzione. Se é vero che la palette di colori ad olio é sopravvissuta fino ad oggi senza grossi problemi, non bisogna iniziare proprio adesso a temerne l’estinzione. Ricordiamoci che ció che rappresenta il matte painting nell’ambito cinematografico e videoludico difficilmente troverá reale alternativa nella piú tradizionale delle ipotesi. D’altro canto, un bel quadro d’autore appeso in salotto manterrebbe, fra 100 anni, il proprio fascino?

L’illustrazione digitale é comoda, punto. La possibilitá di suddividere in livelli i propri progressi aiuta non poco lo scorrere del proprio pennello: bozze, fondali, luci, ombre e colori pieni potranno sostare su layer separati. Il margine di errore si riduce drasticamente grazie alle possibilitá di undo, infatti basta un ctrl+z per ovviare a quel che su un dipinto “vero” si sarebbe tradotto in uno scempio colossale. Tutto questo, sia chiaro, gestendo i ritocchi direttamente livello per livello. Per i novizi, un grande aiuto. L’altra chicca riguarda la presenza massiccia di tutorial suddivisi fra youtube e siti specializzati, che rendono davvero intuitiva la scalata al disegno perfetto.

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Dando uno sguardo ai prezzi l’arte digitale é sicuramente in pole position, dato che per il non-plus-ultra dell’attrezzatura bisogna investire circa 3300 euro, divisi fra una Wacom Cintiq da 21 pollici e la copia originale di Photoshop CS4. L’alternativa piú conveniente, per gli apprendisti illustratori, si aggirerebbe sui 120 euro. Con questa cifra é possibile acquistare una Wacom Bamboo e risparmiare usando il software allegato (spesso ArtRage2) oppure, elargendo altri 150 euro (totale 270 euro), assicurarsi una copia di Corel Painter. Interessati al design tridimensionale? Munitevi di Blender, eccellente software di modeling e rendering, ormai vera e propria alternativa ai blasonati 3ds e Maya, fin troppo costosi anche in versione educational.

Per quanto riguarda le tecniche tradizionali, il discorso cambia profondamente. L’investimento necessario per assicurarsi colori, diluenti, tele e strumenti di qualitá si tramuta in una spesa continua e senza sosta soprattutto per gli aspiranti che, prima di celebrare i primi risultati dovranno gettare al rogo una grossa parte dei tentativi precedenti. Il sacrificio economico per un giovane voglioso di imparare é notevole. Tuttavia credo sia proprio l’emozione di stringere in mano un’opera unica, ricca d’identitá, a giustificare questa prevenzione nei confronti dell’illustrazione digitale. Sicuramente un dipinto originale avrá una profonditá diversa rispetto ad uno stampato su tela ed il processo di creazione differisce in una molteplicitá di aspetti.

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Intanto sempre piú artisti contemporanei stanno migrando verso le tecniche digitali, altri le stanno sperimentando e molti si ritengono soddisfatti dei risultati ottenuti.

E voi, cosa ne pensate? Parliamone.

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L'autore

Daniele Nicolosi è un freelance designer con solide basi in ambito Photoshop, Illustrator e Freehand. Scrive da anni per importanti testate online spaziando fra grafica, musica elettronica e cronaca sportiva. Attualmente lavora all'estero come sistemista informatico ed é specializzato in integrazione di sistemi. Realista e visionario, stravagante quanto basta, odia praticamente qualsiasi trasmissione televisiva contemporanea. Vive di cinema, fotografia, giornalismo e sintetizzatori analogici.

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  1. Weps
  2. Marco
    • Daniele Nicolosi

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