
Le vie del marketing sono infinite; proprio adesso che iniziavo a dubitarne, convinto d’averle percorse e trattate tutte o quasi, eccone una nuova venirmi in soccorso per l’articolo, aprendo dinanzi ai miei occhi le profondità del “marketing esistenziale”.
”Marketing esistenziale”; ci riflettevo: Creare uno stile non è difficile quanto dargli un nome, si rischia di cadere nel ridicolo, o paradosso, più per come lo si decide di chiamare che per i connotati veri e propri.
Tutto nasce da un cartellone (6 x 3) che, in Tangenziale, m’invita ad “Essere Stupido”; il primo pensiero che ho è quello di esser di fronte ad una pubblicità shock del Ministero dei Trasporti, che mentre viaggio a 100km/h m’invoglia a riflettere sulle conseguenze della stupidità al volante; non vedendone però il logo istituzionale, la prima alternativa a balenarmi per la mente è un ex-aequo tra: Pubblicità Regresso d’un anarchico buontempone e Qualcosa di modaiolo giacché, l’inglese, è la lingua “fashion” per eccellenza e “Be Stupid” (la scritta in questione, ndr), non essendo stupido, mi pare proprio inglese. (continua…)










