HTML5 si può usare per i siti accessibili?

Premessa: questo articolo è rivolto unicamente a chi avrà a che fare con la Pubblica Amministrazione nei prossimi mesi, speriamo non anni, in cui ancora HTML5 non è considerato lo standard da seguire. Poiché molti hanno frainteso le mie parole, che volevano essere divertenti e provocatorie, ribadisco che HTML5 è un fantastico linguaggio, DA STUDIARE assolutamente. Dico però altresì che una delle condizioni attuali per cui non usarlo per i siti delle pubbliche amministrazioni è che non è ancora uno standard per legge. Né per il W3C, né di conseguenza per le Leggi che tutelano l’accessibilità per le PA. Detto questo, speriamo che si smuovano le acque, sia in sede di W3C, sia con le leggi a tutela.

Detto ciò, facciamo insieme alcune considerazioni tenendo presente i requisiti di accessibilità definiti dalla legge.

HTML5 non è “ancora” uno standard dettato dal W3C, ma è solo una bozza. Si parla da anni di stendere la sintassi definitiva, con tag utili e tecnologie correlate, ma in realtà la data di pubblicazione degli standard viene sempre rimandata di un paio di anni; in particolare riguardo alla sintassi, l’HTML5 non può essere utilizzato per i siti che vantano accessibilità nel senso stretto della parola.

Le linee guida WCAG 2 (pubblicate nel 2008 e a dicembre 2009 nella versione italiana) sono lo standard di accessibilità da seguire e, in Italia, tramite un Decreto del 2013 (quindi piuttosto recente), è stato ribadito come ci si debba attenere alle specifiche XHTML1 o al più HTML4.
I siti accessibili per la pubblica amministrazione italiana (comuni, siti governativi, etc.) devono infatti seguire un pacchetto di standard dettati dalla Legge Stanca 4/2004 aggiornata, per l’appunto, al 2013 in cui si fa riferimento proprio alle specifiche da poter usare, nonché ad alcuni dettagli specifici per comuni e uffici governativi che devono mantenere alcuni standard di trasparenza in merito a determinati contenuti.

Come poter sfruttare allora i vantaggi dell’HTML5 per i nostri siti accessibili? Mi voglio solo fermare a quelli fondamentali, quali la risposta responsiva ai vari device o alla possibilità di mostrare video senza l’ausilio di plugin aggiuntivi.

La caratteristica di un sito di adattarsi alle varie risoluzioni non è prerogativa dell’HTML5 e non prevede pertanto l’obbligo di usarlo, poiché le media queries per rilevare device e risoluzioni tramite i CSS sono un ausilio CSS. Pertanto è molto possibile creare un documento accessibile rispondente alle linee guida (quindi XHTML1 strict) e adattabile a tutti i device, anche senza usare HTML5.

I video: il requisito principale affinché un video sia accessibile è che si fornisca la giusta alternativa testuale e auditiva. Pertanto il tanto declamato vantaggio che tramite HTML5 e i tag appositi i video possano essere visualizzati più o meno su tutti i device (in base ai codec) è una cosa bella, ma non è prettamente inerente all’accessibilità per persone con difetti visivi o uditivi. Ho visto video di Youtube non essere fruibili da iPad, nonostante il famoso portale video abbia adottato per primo tecniche HTML5 per mostrare video senza l’ausilio di Flash. Pertanto l’accessibilità in questo caso va a farsi benedire, che siano video sottotitolati o meno.

Non mi soffermo sui vantaggi inerenti l’uso di SVG o di MathML (su quanti siti l’avete mai usato?), canvas e quant’altro, ma ci tengo a sottolineare invece con quanta superficialità viene descritto in rete come uno standard (ripeto, non lo è) dalle caratteristiche inespugnabili di fluidità e accessibilità, in virtù del fatto che la
sua sintassi non preveda che un tag venga obbligatoriamente chiuso. La mia anima programmatrice ha potuto solo rabbrividire di fronte a queste parole. Ogni linguaggio che si rispetti ha una sua sintassi. Finché si tratta di definire se un tag si debba comportare con una “derivazione” HTML4 o XHTML1 è un discorso, ma che si venga a definire (e chi l’ha definito se non esistono le linee guida del W3C?) che si può omettere un tag contenitore, o la chiusura di un tag che normalmente prevedeva la sua chiusura, mi lascia veramente perplessa.
E nessuno si è mai chiesto perché in tutti i documenti HTML vada inserito un preciso Doctype e per HTML5, invece, basta un semplice “!DOCTYPEhtml”? Non è questione di semplicità, ma del fatto che, per l’appunto, non esistono ancora delle specifiche da parte dell’organo ufficiale del web, pertanto non si può comunicare al W3C nessun Doctype di standard cui fare riferimento per l’interpretazione: una giungla di interpretazioni da parte dei browser (e già, sappiamo, nonostante le DTD i browser si comportano già come vogliono i loro proprietari).

Come conclusione il mio consiglio è di usare HTML5 in funzione del progetto che dovete realizzare. Se poi parliamo di siti accessibili per la Pubblica Amministrazione non c’è opinione che tenga: c’è la legge e gli standard rigidi cui attenersi che definiscono la sua inattuabilità.

Spero che questo articolo abbia fatto un po’ di chiarezza in chi si avvicina allo studio dell’applicazione delle Leggi sull’accessibilità per le PA in modo critico e costruttivo, conoscendo pro e contro, ma seguendo quelle che, ahinoi, sono le indicazioni di legge.

Modificato il 02/10/2014



Aggiornamento: poiché dal 28/10/2014 HTML5 è stato rilasciato dal W3C come Recommendation, è ora possibile utilizzarlo anche per i siti per la Pubblica Amministrazione. Si legga ad esempio il seguente articolo esplicativo di Roberto Scano: http://www.webaccessibile.org/legge-stanca/html5-e-siti-web-pa/

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L'autore

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