Fisco: Quali sono i costi che si possono scaricare dal reddito di un freelance?

Fra le tante domande che mi pervengono giornalmente nei commenti, una delle più gettonate è quella relativa ai costi che si possono scaricare dal reddito per chi ha una partita IVA.

Per rispondere a questa ricorrente domanda, dobbiamo partire dal presupposto che chi possiede una partita IVA può scaricare (dedurre è il termine corretto) tutte le spese inerenti allo svolgimento dell’attività e può detrarre la relativa IVA pagata (seppur con alcuni limiti).

Quali sono allora i costi e le spese che si possono dedurre dai ricavi?

Quali spese si possono scaricare?

Tra le spese che si possono scaricare possiamo comprendere:

- le spese sostenute per l’acquisto dei beni strumentali necessari per lo svolgimento dell’attività esercitata (computer, stampanti, fax, smartphone, tablet, ecc.): i beni strumentali o cespiti sono tutti quei beni materiali che vengono utilizzati in azienda per svolgere la propria attività e che danno la loro utilità in più anni. Un computer, ad esempio, da la sua utilità in azienda per 3, 4 o 5 anni. Dopo tale periodo diventa obsoleto e solitamente viene sostituito con uno nuovo.

- le quote di ammortamento dei beni strumentali: se ti conosco almeno un po’, adesso ti starai chiedendo cosa sono le quote di ammortamento. L’ammortamento è il procedimento con il quale si distribuiscono su più esercizi (annualità) i costi dei beni che hanno una utilità pluriennale in azienda.

Hai presente l’esempio del computer di poco fa? Poniamo il caso che per la tua attività di webdesigner freelance, tu acquisti un bel notebook. Dal momento che questo notebook lo potrai usare per un periodo (più o meno) di 5 anni, ogni anno potrai scaricare una quota di ammortamento del 20% del prezzo pagato (quota consentita anche fiscalmente).

- i canoni di locazione finanziaria: la locazione finanziaria è un contratto di finanziamento che consente di avere la disponibilità di un bene strumentale in cambio del pagamento di un canone periodico; al termine del contratto, si può ottenere il riscatto del bene stesso dietro il pagamento di una cifra pattuita, inferiore al valore di mercato del bene. Ebbene i canoni pagati si possono scaricare.

Esempio pratico: se ti occorre una fotocopiatrice professionale, anziché comprarla puoi noleggiarla. In questo caso potrai scaricare il costo dei canoni mensili pagati!

- le spese per prestazioni di lavoro dipendente e le spese per le prestazioni di collaborazione: sono tutte le spese (stipendi, contributi, ecc.) relative ai dipendenti e ai collaboratori che lavorano in azienda.

- le spese per i compensi corrisposti a terzi professionisti per le prestazioni direttamente afferenti l’attività esercitata: mi riferisco alle parcelle del commercialista, alle spese legali sostenute per cause intentate, alle spese per servizi corrisposti ad altri professionisti (per esempio, sei un webdesigner e ti avvali di un programmatore per sviluppare una parte del tuo progetto) o altro.

- i consumi di energia elettrica: possono detrarsi tutti i costi derivanti dall’acquisizione dei servizi di energia elettrica nell’esercizio dell’attività ordinaria dell’impresa.

- i consumi di carburante, lubrificante e simili per le autovetture: se nell’ambito della tua attività utilizzi un’autovettura potrebbe essere conveniente scaricare le spese relative al carburante. L’acquisto del carburante deve essere documentato tramite la scheda carburante, un apposito modulo fiscale che va compilato al fine di consertire la detrazione del costo.

- i consumi per i servizi telefonici fissi e mobili, ivi compresi gli abbonamenti per la connessione internet ADSL: riguardo a questo particolare aspetto, molto importante per ogni webmaster freelance, precisiamo che non esiste una netta separazione tra le spese telefoniche relative al telefono fisso (utenze fisse) e quelle relative alla telefonia mobile (smartphone, tablet). In entrambi i casi la percentuale di deducibilità è stata fissata all’80%.

Tra le spese telefoniche deducibili rientrano anche le spese relative alle apparecchiature telefoniche, oltre a quelle legate al traffico telefonico (inclusa la connessione a Internet). Per i contribuenti in regime dei minimi però i costi per la telefonia mobile sono deducibili nel limite del 50% (ma di questo parleremo in un prossimo articolo).

- le spese per le prestazioni alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande in pubblici esercizi;

- le spese per la partecipazione a convegni, congressi, corsi di aggiornamento professionale, videoconferenze, webinar e simili: stiamo parlando ovviamente dei costi che sono strumentali all’attività stessa. Se sei un webmaster freelance puoi scaricare la fattura relativa ad un corso di HTML ma non puoi scaricare la fattura per il corso di Yoga. Ok?

- le spese di viaggio e di soggiorno per la partecipazione alle iniziative: tecnicamente stiamo proprio parlando delle spese di rappresentanza, vale a dire di tutte quelle spese sostenute per recarsi dai clienti o a corsi, convegni e simili.

- le spese relative alle polizze e alle assicurazioni relative all’attività esercitata: mi riferisco ai costi sostenuti per le polizze che offrono copertura assicurativa per danni da incendio alle attrezzature, agli immobili utilizzati per l’attività, furti e rapine e così via.

- le spese relative all’acquisto di libri e abbonamenti a giornali e riviste, anche online, inerenti l’attività svolta.

- le spese di rappresentanza: stiamo parlando di quelle spese effettuate senza che vi sia una diretta aspettativa di ritorno commerciale, per esempio le spese relative ai beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente in occasione di convegni, seminari o corsi oppure i costi sostenuti per viaggi turistici in occasione dei quali vengono promossi prodotti o servizi dell’azienda che li sostiene.

- le spese di pubblicità e di propaganda sono quelle sostenute per ottenere incrementi delle vendite. In particolare le spese di pubblicità sono quelle spese preordinate alla diffusione del nome e dell’immagine dei prodotto o dei servizi presso il pubblico di riferimento. Le spese di propaganda sono invece quelle spese sostenute per divulgare determinate caratteristiche e qualità del prodotto o del servizio.

- le spese per i servizi bancari: stiamo parlando di tutti i costi che si sostengono per i servizi bancari, i costi relativi alla gestione dei conti correnti ordinari utilizzati per l’attività, le spese e le commissioni bancarie, le spese di istruttoria per finanziamenti, ecc.

- le spese postali: mi riferisco a tutte le spese inclusi francobolli, raccomandate, telegrammi, ecc.

- le spese di cancelleria: i costi sostenuti per l’acquisto di penne, matite, bussolotti, cd-rom, dvd, carta per stampante, ecc.

- altre spese documentate purché inerenti l’attività professionale;

Requisiti di inerenza e congruità

Una cosa importante che devi sapere è che le spese che ho elencato sono deducibili dal reddito se rispondono a requisiti di inerenza e congruità.

Ebbene le spese effettuate devono essere sostenute in funzione della natura, della destinazione delle stesse e del volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa.

Cosa significa? Te lo spiego subito.

Se sei un webmaster freelance va bene che scarichi la fattura relativa alle immagini che acquisti su Internet. Ma non credi di esagerare se porti al commercialista la fattura relativa all’acquisto della Playstation? In quest’ultimo caso infatti manca il requisito dell’inerenza!

Altro esempio. Se hai ricavi per 30.000 €uro è inverosimile che spendi 20.000 €uro per spese di pubblicità, chiaro? Non è congruo!

Conclusioni

Per concludere, è bene che tu sappia che le informazioni contenute in questo post sono puramente indicative.

La normativa fiscale è in continua evoluzione e cambia sempre, di anno in anno.

Con questo voglio dire che un costo che è deducibile oggi, può non esserlo più domani.

Oppure che un costo che oggi è deducibile al 100%, domani può esserlo al 50%.

Per questo motivo, il consiglio che ti do è quello di affidarti a un commercialista di fiducia per tutti gli obblighi amministrativi e fiscali connessi alla gestione della tua attività.

Mi rendo conto di non aver elencato tutte le possibili voci di spesa che si possono scaricare, ma credo che questa sia comunque una buona base di partenza per orientarsi nel complicato mondo della partita IVA.

Poi, se pensi che abbia dimenticato qualcosa, puoi scriverlo nei commenti. Cosa ne pensi?

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L'autore

Antonino Salvaggio è laureato in Economia Aziendale ed è iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo. La sua attività professionale è rivolta prevalentemente a fornire consulenza aziendale, fiscale e tributaria a professionisti e piccole imprese. Grazie alla passione e all'esperienza maturata nel settore del marketing e della comunicazione e all'interesse per le nuove tecnologie si è specializzato nelle attività di internet marketing applicato ai professionisti.

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