SEO: Come ottenere link di qualità

Come promesso, oggi prendo spunto dal commento che Mixo ha scritto in risposta al mio precedente articolo sulla link building per svelarvi piccoli segreti che vi permetteranno di individuare con facilità su quali elementi puntare durante un’azione mirata di link building.

Mixo scrive:

Un altro ottimo SEO-article :) tutto chiaro, ma quello che non ho ancora capito è come diavolo fare ad ottenere backlink di qualità. Come si fa?

La domanda di Mixo nasconde in sé l’atteggiamento corretto che nella SEO viene quasi sempre premiato.

Infatti, viene chiesto come fare per trovare link di qualità e non come fare per aumentare il numero di link che puntano al tuo sito.

I LINK DI QUALITA’

Fortunatamente, al mondo esistono delle persone/aziende che testano continuamente le posizioni di un sito web dopo la messa in pratica di diverse tecniche di link building più o meno aggressive.

Da questa continua analisi si estrapolano dei fattori che vengono individuati come alcune delle cause che hanno influenzato il buon posizionamento in SERP di un determinato sito web.

Tali fattori vengono quindi ritenuti idonei alla buona riuscita di una campagna SEO.

Vediamola così:

Ci sono dei super SEO; o meglio, ci sono delle grosse realtà nell’ambito SEO che si occupano, un po’per piacere personale ed un po’per lavoro, dell’analisi dei siti che presentano buoni posizionamenti su Google al fine di sviscerare i fattori che ne hanno determinato il risultato (io e il mio gruppo di sperimentatori folli ne facciamo parte).

In questo articolo sui fattori di posizionamento, Searchmetrics ha rilasciato i fattori di posizionamento per il 2013.

I dati risultanti dalla loro analisi sono i seguenti:

seo

Personalmente non sono assolutamente d’accordo con questo schema: ho testato di persona l’andamento dei link sui social e non lo reputo affatto un fattore di posizionamento, piuttosto un buon e obbligato passaggio che ti permetterà di essere visibile all’interno di alcune comunità, visibilità che potrebbe portarti dei link spontanei.

Nel panorama SEO internazionale Moz (http://moz.com/) ha rilasciato una tabella con i fattori di posizionamento:

Questo grafico credo sia molto più vicino alla mia personalissima visione della SEO off-page e può iniziare a dare un valido aiuto nella ricerca di link “buoni”.

Sul web esistono diversi tool che possono aiutarci a capire se un sito è buono o meno, ai fini SEO.

In questo post ho preferito restringere un po’ il campo visivo puntando tutto su opensiteexplorer che vi permetterà di giocare con i fattori di ranking.

Nel grafico di Moz al primo posto viene citato il page autority, un valore creato da Moz stesso secondo un calcolo su scala logaritmica da 0 a 100.

In poche parole, indica il livello di popolarità e autorevolezza che ha una pagina all’interno di un ecosistema che viene oggi chiamato web.

Il suo valore non determina il posizionamento sul motore di ricerca, ma ci torna molto utile in quanto inserendo un link in una pagina con un punteggio alto, trasferiamo, in percentuale una piccola parte di quel valore, aumentando così la nostra autorevolezza.

Lo stesso tipo di ragionamento viene fatto sull’intero dominio con il DA (domain authority).

Come fare per visualizzare il DA ed il PA

Opensitexplorer è un tool realizzato da Moz che ci permette di individuare con una semplice query i valori che a noi interessano.

Il tool è a pagamento ma è possibile fare un paio di ricerche giornaliere in maniera gratuita.

Ecco uno screen del tool dopo aver inserito il nostro amato blog YIW che ho voluto utilizzare come punto di riferimento data la sua autorevolezza.

seo2

Generalmente un sito di piccole dimensioni non supera i 30 di domain authority.

Da 40 in poi inizia a diventare un po’ più consistente; da 50 in poi è un ottimo sito.

Il ragionamento fatto finora è orientato solo ed esclusivamente all’individuazione dei siti sui quali poter puntare quando attiviamo una campagna SEO.

Da oggi in poi avrete una visione differente del web. So con certezza che avete già inserito il vostro sito sul tool, giusto per vedere quale punteggio avete raggiunto.

Se vi va condividetelo nei commenti, come noi abbiamo fatto con il nostro su questo articolo.

Finalmente abbiamo un parametro oggettivo sul quale poter fare affidamento per definire la qualità di un sito ed il valore che esso trasferirà al nostro nell’ipotesi che verremo da lui linkati.

 A proposito di link in entrata

Colgo l’occasione per rispondere anche a Beniamino che chiede:

Io personalmente ho molta confusione sull’utilizzo dei comunicati stampa e degli article marketing, possibile che veramente non vale più la pena. Possibile, mi chiedo, se tutti i siti che ospitavano questi contenuti sono veramente tutti da buttare.

Tu che ne pensi, potrebbe essere un argomento da approfondire?

Se dicessi apertamente che fare article marketing porta ancora benefici, probabilmente verrei linciato dalla maggior parte dei SEO in ascolto.

Ma visto che io continuo ad utilizzare questa tecnica con successo, non posso fare a meno di dire che il semplice post link assume ancora oggi un enorme valore nelle strategie di posizionamento.

MA ATTENZIONE!

Non mi stancherò mai di dire che fare link building equivale a emulare il comportamento standard che un sito dovrebbe avere sul web per scalare posizioni nei risultati di ricerca.

Un’azione di link building sporca e massiva, farebbe squillare nell’immediato tutti i campanellini d’allarme dell’algoritmo: questo perché, nella normalità delle cose, verrebbe considerato un comportamento innaturale.

Detto questo e fatto salvo il discorso di prima sui fattori di ranking, dovremmo adesso immedesimarci per un attimo in Google.

Bisogna porsi una semplice domanda: Se si fosse Google, si punirebbe o si premierebbe un sito che tenta di posizionarsi sul motore di ricerca aumentando i link in entrata utilizzando siti che:

  • Hanno parametri bassi
  • Fanno poche visite
  • Sono ingozzati di link
  • Linkano il nostro sito con la keywords esatta?

Partendo da questo ragionamento possiamo sicuramente dedurre che l’attività di article marketing fatta alla vecchia maniera non va assolutamente bene.

Se io fossi realmente Google cercherei di premiare quei siti che hanno link provenienti da fonti differenti, con parametri differenti e con storie differenti.

Ricevere 100 link in un giorno con anchor text esatto, da siti che possiedono la chiave di nostro interesse nel dominio nei meta tag, non è corretto.

Se invece i link in entrata provenissero da IP differenti, da siti con parametri differenti e soprattutto non tutti con la stessa chiave nell’anchor text allora inizierei a pensare che si tratta di un comportamento naturale e quindi di un sito buono che merita un premio.

Riguardo i fattori social invece, posso dirvi che sicuramente influenzano le dinamiche di linking esterno ma ancora oggi non riesco ad affermare che servano effettivamente per il posizionamento in SERP.

Con questo voglio dire che, ricevere 100 link da 100 fan page blasonate non vi farà smuovere di una sola virgola dalla posizione raggiunta su Google, piuttosto potreste raggiungere delle persone che, avendo reputato il vostro sito una miniera d’oro, potrebbero citarvi durante la stesura di un post all’interno del loro blog.

Quindi pur vedendoli in quel grafico continuo a sostenere che i social, ed in particolare Facebook, non servono quasi a nulla ai fini SEO, anche se da un po’ di tempo a questa parte inizio a prendere confidenza con Google+.

Prima di lasciarvi vi ricordo sempre di utilizzare i commenti per le vostre domande e perplessità sulla SEO.

Sarò felice di rispondervi se nelle mie possibilità.

Ps: se siete in cerca di siti che vi permettono di fare article marketing potreste dare uno sguardo a questa lista per iniziare a fare dei test e quindi prendere confidenza con gli algoritmi.

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L'autore

Mi definisco un pensatore. Mi occupo di formazione professionale e coaching per le aziende, insegno e condivido con gli altri quel che so e penso. Per YourInspirationWeb mi occupo di SEO e Visibility Strategy. Mi trovi su twitter a @seopalermo.

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