Quanto guadagna un web designer freelance e altri dubbi amletici

C’è questo tizio che fa un seminario e a un certo punto dice che i web designer freelance italiani guadagnano in media 27.500 euro l’anno.

Cioè, non proprio un tizio, diciamo io.

Come chi, piacere Luca Panzarella.

Come quale seminario, 1001 modi per trovare lavoro, vado in giro per l’Italia creando più licenziamenti della Fiat.

Ora però basta con le domande altrimenti sembra che abbia scritto questo post solo per pubblicizzare il mio tour. O parlare bene della Fiat.

Dicevamo: 27.500 euro l’anno.

Che a qualcuno sembrerà tantissimo, qualche altro pochissimo.

Ma di certo se dico che corrispondono a 1.500 euro puliti al mese dopo averci pagato le tasse; ecco sì, anch’io ho fatto quella faccia quando ci ho pensato.

Che poi il tema di questo post non è nemmeno questo.

E neanche il seminario, anche se certo è un peccato, vorrai mica perderti una delle tappe una volta che vado in giro per l’Italia?

Ma dicevamo: succede che al tizio di prima gli viene chiesto: “Ma è facile raggiungere quella cifra?”.

Che è una domanda legittima.

Una domanda che mi ha fatto pensare di dover rivedere tutta la presentazione.

Che dura un’ora e qualcosa, quindi se hai giusto un po’ di tempo e abiti vicino una delle città in cui vado non me lo farei scappare.

Come cosa, il seminario! Uff, che fatica!

Dicevamo: è facile raggiungere 27.500 euro l’anno che vuol dire 1500 euro al mese? Risposta sintetica: no.

Risposta lunga: è la scelta più difficile, più inarrivabile, più faticosa della tua vita.

Ti ho messo paura? Ne abbiamo tutti.

Ce l’ha l’operaio della Fiat che viene messo in cassa integrazione ogni mese e, per forza di cose, anche chi vuole intraprendere una strada meno sicura.

Ma come, dici.

Ma non dovresti rassicurarmi che andrà tutto bene, dici.

Hai ragione.

Andrà tutto bene.

Perché le scelte più difficili, più inarrivabili, più faticose della tua vita sono le uniche che danno il gusto di averne una.

Sei vivo? Bene. Questo basta perché tu possa rimanere illeso fino alla fine del lungo percorso che ti attende.

È difficile? Sì.

Almeno quanto inviare un curriculum a una multinazionale e sperare che ti prenda per uno stage.

Solo che in questo caso ti sentirai compatito, incoraggiato, approvato.

Se invece scegli una carriera da freelance noterai, nel migliore dei casi, solo un gran disinteresse.

Ma avrai il grande vantaggio di non dover aspettare anni di attesa di una improbabile risposta.

È difficile? È ovvio che è difficile.

È la tua strada? Se lo è, accomodati.

È quel sentiero lì, senza tutta quella fila.

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L'autore

Luca Panzarella lavora nel mondo IT da dieci anni. Ha scritto "Vivere freelance" (http://www.viverefreelance.it) , una guida per aspiranti freelance. È advisor in Coffice (http://cofficegroup.com), un'agenzia di sviluppo mobile fichissima.

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