Come trasformare il tuo curriculum in un potente strumento di marketing personale?
Penso che siamo tutti d’accordo se dico che oggi non è così facile trovare un lavoro o un’occupazione, anche da freelance, come web designer. C’è molta concorrenza lì fuori. Giusto?
Ebbene, se siete tutti d’accordo con me, io non lo sono con voi. E vi spiego perché.
La concorrenza è da sempre un fenomeno che riguarda solo una certa segmentazione di mercato. È un po’ come far passare 100 persone nello stesso momento attraverso una porta di 1 metro. Ci sarebbe un ammassamento ostruttivo. Le persone si schiaccerebbero a vicenda contro i battenti di legno. Molti si farebbero male. Altri rimarrebbero indietro, fermi ad aspettare che si sblocchi prima o poi la congestione delle masse.
Mi è capitato spesso di trovarmi in situazioni del genere. Ma francamente non amo fare la corsa dello gnu per finire schiacciato a terra. Preferisco aspettare che gli altri si allontanino e poi attraversare il fiume o la porta senza grosse difficoltà. Oppure, cambiare strada, che per quanto possa sembrare una scelta azzardata, spesso è la migliore.
Ciò di cui sto parlando ha a che fare con centinaia (forse migliaia) di giovani web designer che rispondono agli annunci di lavoro (o semplicemente si autocandidano) come uno gnu decide di buttarsi pericolosamente sotto le zampe del branco.
Il curriculum è l’arma prescelta per farsi calpestare. Un foglio di carta con un elenco ordinato e ordinario di informazioni normali che riguardano il candidato. C’è chi si chiama Mario e chi si chiama Pasquale, ma per il resto quasi tutti i curricula sono uguali.
Ora, ve lo immaginate Nando Pappalardo, per esempio, quando legge i curricula dei web designer?
“Ehi, Sara! Dai un’occhiata a questo tipo normale con una formazione universitaria normale e un’esperienza lavorativa straordinariamente normale. Forse si accontenterà di uno stipendio normale!”
Conosco Nando. E non credo che gli interessino, nemmeno a basso costo, le persone normali. So invece che ama essere sorpreso dai suoi collaboratori, potenziali ed effettivi. E come Nando, tutti gli imprenditori che trattano prodotti o servizi di intelligenza preferiscono emozionarsi all’idea di quanto e di come possano beneficiare della vostra spumeggiante collaborazione, piuttosto che annoiarsi a immaginarvi come degli esecutori acritici di ordini e mansioni mediocri.
Allora, cosa fare?
Capacità di sorprendere
Serve creatività e capacità di sorprendere. La mente di chi deve selezionarvi, una volta avviata la consultazione delle candidature, si pone spesso in uno stato di insofferenza, dovuta all’appiattimento dei contenuti e delle proposte.
Centinaia di plichi uno sopra l’altro, che scrivono le stesse cose e costringono il reclutatore a scovare col lanternino le differenze o i punti di forza di un candidato, anestetizzano l’attenzione. La mettono cioè all’interno di un flusso automatico di reazioni. La mente esegue operazioni meccaniche senza trasporto emotivo.
Ecco perché voi dovete fare qualcosa di originale e di buon gusto che la risvegli, rompendo gli schemi, bloccando, cioè, quelli che sono i dispositivi di reazione automatica della persona che deve prendere in mano la vostra candidatura. Il vostro curriculum non deve essere un plico in più sulla scrivania, ma un plico che crea uno stato di allerta.
Il personal branding
Questo tipo di dinamica ha a che fare con quello che i guru del marketing chiamano personal branding. Si tratta di lavorare sul proprio posizionamento per farsi notare, per attirare l’attenzione, per incuriosire e spingere a leggere con più attenzione le vostre specialità.
Alcuni esempi
Esistono molti modi di creare l’effetto sorpresa, dal pieghevole colorato o inaspettato al sito creato su misura per vendere se stesso.
Per esempio, Loren Burton ha deciso di fare leva su una pagina web per presentarsi al meglio.

Victor Petit ha deciso di pubblicare un video insolito su Vimeo. Ha avuto centinaia di migliaia di visualizzazioni.
Melissa Washin è una graphic designer a cui di certo non manca la creatività per stupire il suo reclutatore.

Sabrina Saccoccio è una giornalista che usa il classico PDF per mostrare il suo curriculum, ma con una grafica che richiama in tutto e per tutto il tipico profilo di Facebook. Idea carina e anche un pochino virale. Non trovate?

Graeme Anthony ha usato il canale YouTube e l’interazione tra i video per parlare di sé e delle sue skills.
Ma su YouTube ce ne sono tantissimi che possono ispirarvi tecniche e modalità davvero divertenti per attirare l’attenzione sulla vostra offerta unica di lavoro.
Conclusioni
Ricordo di avere assunto il mio collaboratore perché tra tutti riuscì ad attirare la mia attenzione, mostrandomi le falle di sicurezza del mio sito. Mi ha sorpreso. Ed è quello che conta, sia nel lavoro subordinato, sia come freelance.
Servono offerte inaspettate, modi autentici di comunicare il proprio brand. Serve un posizionamento. Non possiamo avere successo se i nostri messaggi non si aprono un varco luminoso nel frastuono circostante per attirare l’attenzione della gente.
E tu? Hai mai provato ad abbandonare l’idea del classico curriculum per fare qualcosa di sorprendente?
14 commenti
Trackback e pingback
Non ci sono trackback e pingback disponibili per questo articolo





Interessante, anche perchè ci sono esempi concreti. Personalmente mi occupo di Consulenze di carriera e a volte mi faccio la domanda:
come può differenziarsi dalla massa una persona che fa l’operaio, oppure una segretaria per esempio? Tu hai qualche idea?
Martin Luther King affermava: ” Un uomo chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro. “.
E a proposito di spazzini, sembra che a Falconara di Ancona ce ne sia uno che abbia meritato il premio di migliore spazzino d’Italia. Ecco il link http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/2007/09/08/35032-falconara_spazzino_bravo_italia.shtml
Quello che voglio dire è che la prima strategia di posizionamento ha a che fare forse più con quello che facciamo che con il modo in cui lo raccontiamo. Ma di certo anche il modo in cui lo raccontiamo ha la sua importanza.
Se fossi un operaio o una segretaria, userei la tecnica del minidramma, una sorta di ricostruzione dell’esperienza positiva che il datore di lavoro potrebbe vivere messa al confronto con quella che invece vive tutti i giorni in assenza di quell’operaio o di quella segretaria.
È roba da neuromarketing. E qui di certo c’è poco spazio per approfondirla. Ma ci stiamo lavorando. YIW ha deciso di fare di più per i suoi lettori. A breve ne parleremo.
Grazie per il tuo commento, Jacopo
…Io se fossi nei panni dei “boss” dell’ AIRBNB premierei all’istante l’estro e la motivazione di Loren Burton. Un grande :)
Anche io, mi piace tantissimo quella pagina :-)
è se il selezionatore si spaventa di fronte a tanta creatività ?
Dici? Bè, farei un discorso di quelli alla Beppe Grillo: meglio un salto nel buio che un suicidio assistito con il vecchio curriculum. :-)
Ovviamente, si deve anche tarare a monte la comunicazione in base al tipo d’azienda che si ha di fronte. E magari, se pensi di avere a che fare con gente che si spaventa della creatività, spingi solo leggermente la candidatura verso il non-convenzionale, quel poco che basta per attirare l’attenzione. Non so, se tutte le buste che contengono i curricula sono bianche, usane una colorata. Si farà notare in mezzo alle altre.
In questi casi si può giocare anche su elementi più impercettibili, come la grammatura della carta usata per la candidatura, oppure stampare i titoli in rilievo. Insomma, qualcosa che ci faccia uscire dal “malloppo” :)
Bell’articolo Carlo! (anche se io pecco tantissimo in questo ambito :( )
@ Giustino Borzacchiello
Grazie Just. In che senso pecchi? Commetti atti osceni con il tuo curriculum? :-)
Ahahaha no no: è che, appunto, non lo curo abbastanza. :)
Non è per fare i complimenti, ma questo articolo ha l’incipit più bello di tutti.
Grazie, Chiara.
Grazie per la risposta, sono curioso di saperne di più su questa tecnica del Minidramma, ad una veloce ricerca su google non ho trovato moltissimo.
Mi è piaciuto molto il tema trattato, come hai identificato il problema e promosso le soluzioni innovative. Da tempo, aggiornando il CV, cerco sempre di valorizzare al massimo le mie capacità per renderle uniche in mezzo a tante altre proposte. Non sempre ci riesco. Non credi però che questa guida faccia sì che si sposti l’attenzione dal contenuto al contenitore? Grazie per la tua esperienza condivisa.
L’obiettivo deve essere quello di esaltare i contenuti. Il contenitore comunque gioca la sua parte. Un pò come un abito elegante che deve mettere in bella luce chi lo indossa e non solo se stesso.
Grazie per il tuo commento.