Responsive design: come gestire layout, tipografia ed elementi multimediali?

Nella precedente lezione, abbiamo realizzato una pagina responsive attraverso la quale abbiamo analizzato il layout e le media queries offerte dal codice CSS3. La lezione di oggi è dedicata ai contenuti: le unità di misura, la tipografia, le immagini e i video.

Unità di misura del layout

Percentuali o pixel? La scelta delle dimensioni del layout è da analizzare molto attentamente in quanto possono esserci pareri differenti riguardo l’unità di misura da adottare. Da una parte c’è chi dice che un sito responsive debba essere totalmente flessibile. Quindi è d’obbligo usare le percentuali e mai i pixel:

.inner {
margin:0 auto;
width:98%;
}

#content {
width:74.5%;

}

#sidebar {
width:23.5%;
}

In questo esempio, tutte le dimensioni delle classi e degli id sono espresse in percentuale. Il layout sarà quindi totalmente adattabile a qualunque risoluzione dello schermo.

Dall’altra parte invece si nota che l’uso esclusivo dei pixel o la combinazione pixel / percentuali è un aiuto per lavorare meglio su un layout fisso del quale possiamo conoscere fin dall’inizio il comportamento dei box:

.inner {
margin:0 auto;
width:960px;
}

#content {
width:560px;
}

#sidebar {
width:360px;
}

.nav {
margin: 0 auto;
width: 90%;
}

Quale delle due soluzioni adottare? Effettivamente un sito responsive dovrebbe usare le percentuali e quindi permettere un adattamento a tutte le risoluzioni degli schermi. In questo modo l’uso delle media queries ci permette di spostare i box come si vuole e di lasciare che sia lo schermo a deciderne le dimensioni in base ai valori percentuali scritti nel codice CSS. Nasce, a mio avviso, un piccolo problema.

Fino a 1200px di risoluzione dello schermo i contenuti si possono adattare e gestire senza problemi. La sidebar potrebbe essere più larga e mostrare qualche informazione (per esempio una foto) in più o il riquadro dei contenuti principali potrebbe mostrare uno slide più grande e un numero di caratteri più elevato su un’unica riga riducendo l’effetto di scrolling in verticale. Cosa fare però se lo schermo dovesse avere una risoluzione elevata (Full-HD) o decisamente elevata (Retina Display)? Gestire i contenuti a risoluzioni così elevate non è sempre facile.

La risposta che ritengo più ragionevole alla questione su quale strada intraprendere (pixel, percentuali, o entrambi) è “a seconda dei casi”. Un sito può essere progettato per essere visto a pieno schermo, e in questo caso è sicuramente doveroso usare le percentuali. Oppure pensato per lo scrolling in verticale, e in questo caso è possibile usare le dimensioni fisse con o senza l’uso delle percentuali.

Tipografia

Altro aspetto da non tralasciare quando si progetta e si realizza un sito, in particolar modo un sito responsivo, è la tipografia.

Unità di misura

L’unità di misura da adottare su un sito responsivo (ma anche non) deve essere sempre quella relativa e mai fissa. Quindi la dimensione dei font deve essere espressa in em. Questo perché il px, l’unità di misura del display, è un’unità di misura fissa; l’em invece è un’unità di misura relativa che si adatta al dispositivo utilizzato. Quindi per il body possiamo impostare il font-size al 100%.

body {
font-size: 100%;
}

Per tutti gli altri testi, dai titolo ai paragrafi, dobbiamo invece usare gli em.

p {
font-size: .7em;
}

h1 {
font-size: 1.2em;
}

h2 {
font-size: 1em;
}

Utilizzando questa soluzione sarà sufficiente variare la dimensione del font-size nel body per modificare gli altri testi.

I Font Family

La scelta dei font su un sito responsive è la parte più delicata. I font disponibili su PC sono molti più numerosi rispetto agli smartphone, alcuni dei quali hanno giusto un font per ogni famiglia generica (sans-serif, serif, monospace).

h1 {
font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;
}

Molto probabilmente uno smartphone equipaggiato con un sistema Android non visualizzerà il titolo h1 in Arial nè in Helvetica ma in Droid Sans. Come risolvere il problema?

Il CSS3 e vari servizi, come Google Web Fonts, ci hanno permesso di integrare nel sito font non installati sui dispositivo. Questa soluzione è molto comoda ma solo se si dispone di una connessione velocissima e senza limiti. Con gli smartphone e con i tablet non è molto praticabile.

Il progetto potrebbe complicarsi, visto che scegliere un font adeguato alla comunicazione del sito non è mai facile. In un sito responsive si potrebbe quindi decidere di usare due font differenti: uno specifico e personalizzato per i PC, ed uno generico per i dispositivi mobile.

@media only screen and (min-width: 321px) and (max-width: 1024px) {
h1 {
font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;
}
}

@media only screen and (min-width: 1025px) {
  @font-face {
    font-family: 'BebasNeueRegular';
    src: url('BebasNeue-webfont.eot');
    src: url('BebasNeue-webfont.eot?#iefix') format('embedded-opentype'),
    url('BebasNeue-webfont.woff') format('woff'),
    url('BebasNeue-webfont.ttf') format('truetype'),
    url('BebasNeue-webfont.svg#BebasNeueRegular') format('svg');
    font-weight: normal;
    font-style: normal;
  }

  h1 {
    font-family: 'BebasNeueRegular';
  }
}

Elementi multimediali

Riprendiamo il layout che abbiamo realizzato nella terza lezione.

Avevamo aggiunto sotto la barra di navigazione un’immagine che si adattava allo schermo grazie all’uso dell’istruzione background-size:containt;. Oggi vediamo in dettaglio come realizzare immagini responsive per il nostro sito, sostituiamo l’immagine grande sotto l’header con uno slider e aggiungiamo anche un video. Il tutto in maniera responsiva.

Come rendere le immagini responsive?

Ci sono, teoricamente, quattro possibilità per rendere le immagini responsive: l’istruzione object-fit del CSS3, il tag picture dell’HTML5, il tag figure dell’HTML5 appoggiato da jQuery ed infine una tecnica che utilizza il max-width del CSS2.

Iniziamo dal CSS3:

img {
  height: 100%;
  object-fit: contain;
  width: 100%;
}

Con il codice sopra riportato adattiamo le immagini ai loro contenitori grazie a object-fit: contain. Questa è una possibile soluzione facile da implementare ma comporta un enorme spreco di risorse per chi naviga in mobile, in quanto l’immagine originale deve essere di buona qualità. Inoltre l’object-fit è fruibile solo da pochi browser (in particolare Opera 10.6+, e a breve da Firefox 18+ e Chrome 24+).

Il W3C ha proposto come possibile soluzione un nuovo tag da aggiungere all’HTML5, picture, che consentirà di includere più immagini, mostrando quella più adatta al dispositivo.

<picture width="500" height="500">
   <source media="(min-width: 45em)" src="large.jpg">
     <source media="(min-width: 18em)" src="med.jpg">
     <source src="small.jpg">
      <img src="small.jpg" alt="">
   <p>Accessible text</p>
</picture>

Questa soluzione è però solo una bozza e richiederà un po’ di tempo prima che venga completata e accolta dalle software house.

La terza soluzione alla quale possiamo ricorrere comprende il tag figure dell’HTML5 e il plugin jQuery Picture.

Il codice da riportare nella pagina HTML5 è:

<figure class="responsive" data-media="assets/images/small.png" data-media440="assets/images/medium.png" data-media600="assets/images/large.png" title="A Half Brained Idea">
    <noscript>
        <img src="assets/images/large.png" alt="A Half Brained Idea">
    </noscript>
</figure>

Possiamo notare, nel codice dell’esempio, l’utilizzo di quattro immagini differenti, una per ogni tipologia di risoluzione, con l’immagine large.png resa predefinita.

mentre il codice che inizializza il plugin è

$(function(){
    $('figure.responsive').picture();
});

jQuery Picture può essere utilizzato anche con il tag picture discusso in precedenza:

<picture alt="A Half Brained Idea">
    <source src="assets/images/small.png">
    <source src="assets/images/medium.png" media="(min-width:440px)">
    <source src="assets/images/large.png" media="(min-width:600px)">
    <noscript>
        <img src="assets/images/large.png" alt="A Half Brained Idea">
    </noscript>
</picture>

e per inizializzare il plugin:

$(function(){
    $('picture').picture();
});

L’ultima soluzione è disponibile utilizzando istruzioni già presenti in CSS2:

.box_immagine {
  width:90%; /* il contenitore prende il 90% della pagina */
}

.box_immagine img {
  height: auto;
  max-width: 100%; /* fai espandere l'immagine fino a riempire il contenitore e non oltre */
  width: auto;
}

Come per l’object-fit, anche in questo caso si ripete il problema del peso dell’immagine. A favore invece ci sono compatibilità con i browser e facilità di implementazione.

Dei quattro esempi, le migliori soluzioni sono le ultime due, quindi: il plugin jQuery Picture e le dimensioni relative dell’immagine (height, max-width, e width). Entrambi sono facili da implementare. jQuery Picture permette un risparmio di banda ma richiede JavaScript e il ritaglio di quattro immagini. Il CSS2 consuma più banda ma è immediato e funziona anche con JavaScript disabilitato.

Slider responsivo

Miglioriamo il nostro tema aggiungendo uno slider responsivo. Ho scelto ResponsiveSlides in quanto molto veloce e altamente compatibile, anche con Internet Explorer versioni 6,7,8. Dopo aver scaricato il plugin dal sito e scelto alcune immagini (possiamo anche usare quelle fornite dallo sviluppatore del plugin), installiamolo sul sito.

Il plugin

<script src="responsiveslides.js"></script>

La lista delle immagini

<ul>
  <li><img src="slider_1.jpg" alt="Testo alternativo" /></li>
  <li><img src="slider_2.jpg" alt="Testo alternativo" /></li>
  <li><img src="slider_3.jpg" alt="Testo alternativo" /></li>
  <li><img src="slider_4.jpg" alt="Testo alternativo" /></li>
</ul>

Attivazione dello slider

<script>
  $(function () {
    $(".rslides").responsiveSlides();
  });
</script>

Le istruzioni CSS

.rslides {
  position: relative;
  list-style: none;
  overflow: hidden;
  width: 100%;
  padding: 0;
  margin: 0;
  }

.rslides li {
  position: absolute;
  display: none;
  width: 100%;
  left: 0;
  top: 0;
  }

.rslides li:first-child {
  position: relative;
  display: block;
  float: left;
  }

.rslides img {
  display: block;
  height: auto;
  float: left;
  width: 100%;
  border: 0;
  }

Et voilà… abbiamo installato il nostro slider!

Video responsivo

Infine condividiamo sul nostro sito responsive un video pubblicato su YouTube o su Vimeo. Come adattarlo? Le soluzioni non sono moltissime e presentano ancora qualche difetto di gioventù soprattutto quando lo schermo è troppo piccolo. La soluzione al momento migliore è offerta da fitvids.js, un plug-in jQuery semplice e veloce da installare pensato proprio per il responsive.

Il plugin

<script src="fitvids.js"></script>

Il video da condividere

<div>
<iframe width="1280" height="720" src="http://www.youtube.com/embed/oF_dXUkRWrE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
</div>

Anche se le dimensioni del video vengono definiti nel codice html, lo script che segue richiama la funzione fitVids indicando dove si trova il video indicando le nuove dimensioni.

<script>
  $("#content").fitVids();
</script>

Nell’esempio puoi vedere come il video si adatta al ridimensionamento del browser.

Conclusioni

Con la lezione di oggi abbiamo migliorato la nostra pagina con uno slider di immagini e con un video. Il tutto responsivo.

Cosa manca per completare il percorso che abbiamo affrontato sul responsive design? I test, utili a capire il comportamento del layout della nostra pagina responsive con i vari dispositivi. Nella prossima ed ultima lezione affronteremo questa parte.

Indice della guida

  1. Introduzione: come nasce il Responsive Design, accenno ai linguaggi di programmazione usati
  2. Analisi dei dispositivi, studio del layout e gestione dei contenuti
  3. I CSS3 media queries
  4. Gestione del layout, tipografia ed elementi multimediali
  5. Compatibilità e testing

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L'autore

Laureato in Scienze della Comunicazione ma con un background da sviluppatore web, svolge con passione e determinazione il proprio lavoro, quello di Front-End Web Developer, iniziato per caso in una Web Agency e approfondito come libero professionista. Del lavoro autonomo apprezza molto la possibilità di dedicare tempo alla ricerca e all’approfondimento delle novità. Nel tempo libero si diletta invece in scatti paesaggistici e urbani.

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