Regime agevolato o semplificato?

Nello scorso articolo abbiamo visto chi sono i cosiddetti ‘ex minimi’ e quali sono i requisiti per accedere al relativo regime super semplificato. Su proposta di uno dei nostri lettori, vi propongo una tabella che riassume in breve le differenze tra il regime semplificato (il regime ‘naturale’ per i professionisti) ed il regime contabile agevolato (quello chiamato comunemente degli ‘ex minimi’).

I due regimi

Agevolato (ex minimi)

Semplificato

Limite di reddito per accedervi

30.000 euro

400.000 euro

Spese beni strumentali

Max 15000 euro 3 anni prec.

Non c’è il limite

Esportazione di beni

No

Si

Spese per collaboratori

No

Si

Scritture contabili

No

Si

Irpef

Si

Si

Addizionali regionali

Si

Si

Addizionali comunali

Si

Si

Irap

No

Si

IVA

Si, pagamento annuale

Si

Studi di settore

Si

Si

Come potete leggere, i due regimi sono sostanzialmente simili soprattutto per ciò che concerne la tassazione e l’assoggettamento agli studi di settore.

In realtà l’agevolazione da cui prende il nome il regime non è tanto a livello fiscale ma a livello contabile perchè non vi è l’obbligo di effettuare le registrazioni e di tenere i libri contabili. E’ pur vero che per redigere la dichiarazione si dovrà tenere traccia di ricavi e spese e che chi si affida al proprio commercialista non percepirà la differenza.

Nel regime agevolato il pagamento dell’Iva avviene annualmente, a differenza del regime semplificato in cui di solito si versa l’Iva ogni trimestre. Paradossalmente potrebbe essere più difficoltosa questa opzione perché si dovrebbe tener sempre traccia dell’Iva accumulata insieme ai ricavi per non avere brutte sorprese alla fine dell’anno!

Per quanto riguarda l’esonero dall’Irap, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, vi sono state molte aperture da parte del Fisco che ha concesso l’esonero dal pagamento di questa tassa a professionisti e piccoli imprenditori che non abbiano lavoratori dipendenti o collaboratori (per questo nel regime agevolato ciò non è concesso) e che abbiano beni strumentali limitati al minimo indispensabile per l’attività svolta. Questa è una condizione in cui si trovano anche molti che usufruiscono del regime semplificato e che possono non pagare l’Irap. La cosa quindi non costituisce un rilevante vantaggio per gli agevolati.

In sostanza possiamo dire che si poteva fare di più per agevolare i contribuenti ma bisogna concedere che è stato utile comunque fornire un’agevolazione per quanti si sono trovati esclusi dal nuovo regime dei minimi per carenza di requisiti.

Voi che ne pensate?

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L'autore

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