Nuovo preventivo, nuovo cliente: ma ne vale davvero la pena?
Riceviamo una richiesta di preventivo e ci galvanizziamo, tanto che in pochi minuti abbiamo già redatto un preventivo con i controfiocchi e siamo ansiosi di inviarlo a quello che potrebbe diventare il nostro prossimo cliente.
Nell’attesa della risposta incrociamo l’incrociabile, perché un’entrata in più farebbe davvero comodo, perché questo mese ci sono delle spese che non possiamo evitare, e questo lavoro sembra quasi piovuto dal cielo: è esattamente quello di cui abbiamo bisogno.
Ma è veramente cosi?
Uno dei vantaggi che più mi sento di evidenziare quando si parla del lavorare da freelance riguarda la libertà di scelta. Quando dico questo mi sento spesso rispondere che la scelta è un lusso che spetta a pochi, e che se si deve fare i conti a fine mese non è possibile permettersi di scegliere un cliente piuttosto che un altro, che rifiutare un lavoro – indipendentemente dalle condizioni dello stesso – è praticamente un’utopia.
Probabilmente agli inizi lo è, è vero. Con questo articolo non voglio certo giudicare chi, per i più svariati motivi, non se la sente di rifiutare determinati progetti. Non voglio neanche distruggere il mito della “gavetta” che personalmente ritengo doverosa, e non solo nel nostro settore.
Quindi si, all’inizio non si fa cosi tanto cernita, e – come si dice in Toscana – “tutto fa brodo”.
Ma prima o poi le cose devono cambiare: se non rimanete fossilizzati in un modo di lavorare che non dà spazio alla crescita professionale all’ambizione, è ovvio pensare che arriverà anche per voi il momento in cui cominciare a capire quali sono i progetti realmente capaci di darvi qualcosa (e non solo a livello economico, ma anche a livello professionale e personale) .
Perciò, se avete già avuto a che fare con clienti/progetti che hanno lasciato qualche piccola cicatrice, di quelli che vi hanno fatto sbottare con frasi tipo “chi me l’ha fatto fare!”, e avete deciso che alla prossima occasione risponderete con un bel “no grazie, ho già dato”, questo articolo fa al caso vostro.
Capire se ne vale la pena prima di accettare un incarico: è possibile?
Capire se ne vale la pena si può, basta fare un minimo di autoanalisi. Prima di gettarsi a pesce su ogni cliente che si fa vivo, facciamo una valutazione del progetto che ci viene proposto. Ecco alcune considerazioni che vi consiglio di fare:
1. La questione Budget
Non sto qui a giudicare i lavori sottocosto, come un sito completo a 300 euro o un logo a 50 euro. Fino a prova contraria siamo in democrazia: ognuno di noi è libero di dare un certo valore al proprio lavoro e alle proprie competenze professionali. Quello che occorre analizzare è, invece: il budget è sufficiente per il lavoro che dobbiamo svolgere? Il rapporto tra il tempo impiegato per portare a termine il progetto e il budget che abbiamo a disposizione è ben bilanciato? Il budget copre eventuali spese extra che potrebbero emergere durante la realizzazione del progetto?
Partiamo dal presupposto che non c’è un prezzo giusto o un prezzo sbagliato: se a TOT euro il lavoro che dovrai fare ti permetterà di avere un guadagno adeguato alle tue esigenze, non c’è motivo per cui tu debba “gonfiare” il preventivo o chiedere più del dovuto. Ma se il budget messo a disposizione non è equo per il lavoro che dovrai effettivamente svolgere, forse è il caso di pensarci un attimo di più.
2. La questione dei tempi di consegna
La maggior parte dei clienti si presenta dichiarando che il progetto è urgente, che tutto va completato entro una settimana per importanti scadenze aziendali da rispettare, eccetera eccetera. Prima considerazione da fare: possiamo permetterci di dare priorità a questo progetto, magari togliendo del tempo agli altri progetti sui cui stiamo lavorando? E soprattutto, siamo veramente in grado di soddisfare i tempi di consegna che ci vengono imposti?
Dobbiamo stare attenti a non prendere in sottogamba l’effettiva complessità di un lavoro, con il rischio di dover sacrificare gli eventuali impegni personali (palestra, impegni familiari o lavorativi, ecc.) o di ritrovarsi a fare le ore piccole al PC o a lavorare sabato e domenica per portare a termine il lavoro nei tempi stabiliti. Okay, possiamo farlo, possiamo lavorare anche la domenica, non c’è problema. Ma ne vale la pena?
3. La questione delle proprie capacità
Mai fare il passo più lungo della gamba. Se ci viene chiesto qualcosa che non sappiamo fare, prima di accettare l’incarico assicuriamoci di avere le spalle coperte e di sapere a chi delegare il progetto. Non è professionale accettare progetti che non si è assolutamente in grado di portare a termine, e magari temporeggiare con il cliente cercando di capire come venire a capo del problema. I soldi non sono tutto, nel nostro settore può bastare un feedback negativo per farsi una cattiva reputazione.
I forum (e alcuni gruppi su Facebook, anche) sono pieni di messaggi come “mi hanno commissionato un calendario aziendale ma non so da dove cominciare”, o “il mio cliente vuole un e-commerce, aiuto!”. Siate professionali e, soprattutto siate onesti. Se non sapete fare qualcosa, non fatela.
4. La questione del feeling
Il feeling, ovvero la sensazione. Avete la sensazione di trovarvi davanti uno di quei clienti alla meglio perderli che trovarli. Già dal primo contatto telefonico vi rendete conto che si tratta di una persona che probabilmente vi darà del filo da torcere. Se sperate che sia il vostro intuito a sbagliare, non illudetevi: raramente avrete la possibilità di ricredervi su quella che è stata la vostra sensazione iniziale circa la persona che avete di fronte.
Una volta sono andata contro il mio istinto e ho accettato un incarico da una cliente che, a pelle, non mi diceva niente di buono. All’inizio sembrava andare tutto per il verso giusto ma dopo poche settimane la sua vera natura ha cominciato ad emergere, cosi sono iniziati i primi attriti.
Certo, si può sempre stringere i denti e fare buon viso a cattiva sorte. Non nego di averlo fatto anche io, e in più di una occasione. Ma è un’esperienza veramente frustrante, demotivante. Il lavoro perde completamente la sua attrattiva, e sembra non finire mai. Perciò, anche qua, chiediti: ne vale la pena? o meglio lasciar perdere?
5. La questione etica
Una cosa che i soldi non devono e non possono comprare è la vostra etica, ovvero la vostra personale visione di ciò che per voi è giusto o sbagliato. Andare contro i propri valori morali è sempre sbagliato, e lo è ancora di più quando si è disposti a farlo per soldi. Come molti di voi sapranno, sono vegetariana e allo stesso tempo una fervida animalista. Se mi venisse richiesta la realizzazione di un sito web per una pellicceria, rifiuterei a priori il progetto, senza preoccuparmi minimamente del budget e della perdita economica che ne consegue. Certo, questo non cambierà il mondo, ci saranno centinaia di web designer che non avranno alcun problema ad accettare progetti simili, e alla fine la pellicceria avrà il suo sito web, che io lo voglia o no. Ma perlomeno non avrò accettato di scendere a compromessi con le mie idee, con ciò che provo, e non avrò lavorato su un progetto carica di sentimenti ed emozioni negative.
E questo secondo me non ha prezzo.
Conclusioni
Con questo articolo voglio esortarvi a dire “no”, almeno una volta, almeno in un’occasione in cui sentite che il progetto che vi si profila davanti non vi fa sentire a vostro agio e vi riempie di dubbi. E’ una mia piccola provocazione: se pensate di meritare di più, rifiutate i progetti in cui non vi sentite realizzati, rifiutate i progetti su cui non vi sentite felici di lavorare. Se si spegne la passione questo lavoro perde ogni sua attrattiva, non credete?
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Sara ci credi che ho cominciato a dire “no” ad un cliente dopo il vostro seminario? Probabilmente perché ho capito davvero che non vale la pena fare il lavoro sottopagato, se offro 1 certa qualità richiedo un determinato prezzo, altrimenti che se lo facciano fare dal cugino del nipote dello zio (come al solito).
Come sempre tanti spunti per una discussione, vediamo cosa ne pensano gli altri (freelance e non)…
Ecco, bravo..comincia a farti valere :)
oramai quando subodoro la sòla o anche meno, magari un cliente rompiscatole+tempi ristretti+basso budget (la cui somma da comunque tempi lunghi o insoddisfazione da entrambe le parti) cerco di evitare :)
“cliente rompiscatole / tempi ristretti / basso budget”
se ci sono due di questi elementi nello stesso progetto è sòla D.O.C., garantita 100%
:D
A me basta anche solo una combinazione di due elementi, anche se già il “cliente rompiscatole” da sè, senza la presenza degli altri due elementi, mi basta a dire “assolutamente no” ;) sono molto più selettiva, direi quasi viziata!
Sottoscrivo pienamente, come al solito.
Grazie Jose :)
Come dice Sara, la gavetta è indispensabile ed è saggio farla, ma con il tempo e l’esperienza si inzia a vedere limiti e potenzialità, sia propri che dei diretti clienti. E il “no” arriva sicuramente senza rimorsi.
…essì, bisogna farsi audaci, prima o poi :)
Il paragrafo 2 mi fa venire in mente le tante volte in cui c’è stata “massima urgenza”, quando, dopo aver lavorato come un dannato per rispettare i tempi, mi sono trovato di fronte a mancanze incredibili da parte del committente nella consegna dei materiali (foto, testi ecc).
Mai farsi dettare i tempi, specie se siamo di fronte a nuovi clienti dei quali non conosciamo nulla!
concordo.
anche perchè spesso le “urgenze” sono solo capricci, e dopo la consegna della demo il sito rimane sul server di prova per settimane.
Le urgenze sono SEMPRE capricci, ecco la verità :) e come un assioma matematico, tanto più il cliente professa urgenza, tanto più rimarremo bloccati in un limbo temporale per 4/6 mesi, in attesa dei testi, delle foto…
Ri-confermo…. per dirla con una vecchia song dei Metallica… “sad but true…” ;)
Esatto , con queste false urgenze è ogni volta così sono solo frettolosi di vedere concretizzata tutta l’idea che hanno in testa..poi a cose pronte, mi è capitato che tutto si era fermato per mesi..!!Non ho parole..solo nervoso! :P
Concordo su tutto. Per ora non posso permettermi di rifiutare lavori (anche se un paio rognosi li ho schivati), ma spero di poterlo fare presto.
All’inizio si deve sempre stringere i denti, ma un giorno ne varrà la pena, credimi :)
Tutto vero (e in certi casi va detto anche “purtroppo”). Oltre a tutto ciò che hai detto Sarah, aggiungerei l’arroganza e l’ignoranza (che guardacaso fanno rima.. :) ) di alcuni che sono grafici e web designer pure loro, che ti insegnano, che si prendono confidenze oltre il necessario. E poi c’è anche chi paga quando vuole o non paga per niente… e allora che fare? complimenti ancora per il lavoro che state facendo!
Bè, con un contratto e lavorando in un certo modo il problema del “chi paga quando vuole o non paga affatto” si può evitare. Cerchiamo di non darci la zappa sui piedi da soli, ragazzi! ;)
Proprio questa mattina ho avto un altro ’round’ con un cliente del tipo “tempi ristretti+basso budget+isteria”. Dopo il seminario ho compreso quanti (e quanti!) errori di valutazione ho commesso in questo caso e adesso davvero non so più come uscire da questa situazione che mi sta mandando ai matti e mi sta facendo perdere molto dell’entusiasmo e dell’energia che il lavoro mi dà di solito.
Ho fatto proprio un casino…avete qualche consiglio?? :)
Racconta, Giu…che cosa c’è? cosa ti ha fatto questo cliente monello? Dai, che ci pensiamo noi….:D
beh! sono stata io, a dir la verità, ad incasinarmi: ho accettato un budget ridicolo rispetto a tutte le richieste che mi sono sobbarcata. Poi, visto che non mi bastava, ho fatto anche molti interventi in più fuori budget, fuori dagli accordi scritti (che tra l’altro non comprendono un vero e proprio contratto ma solo una lista molto vaga delle attività previste) …insomma: fuori!
Dopo di che ho concordato con il cliente l’effettiva conclusione del progetto ma è da tre settimane che continuo a ricevere mail con incessanti richieste di modifiche ai contenuti e non solo. Ho cercato gentilmente di far passare il messaggio “fine lavori” ma con scarsi risultati. Il punto è che nonostante tutto il mio lavoro e il mio impegno sembra quasi che mi abbia fatto un favore a darmi questo lavoro e che quindi sono a sua completa disposizione vita natural durante e H24.
..ok, scusate per lo sfogo :)
Ti capisco supergiu, perché anche a me è capitato una cosa simile… e tu pensa.. senza nemmeno vedere un cent, da diverso tempo… non so se darmi all’agricoltura oppure passare a misure drastiche…
Se hai preso degli impegni è giusto rispettarli (fino a certi limiti). Prova così: se vuole il lavoro in “tempi brevi”, fai finire le modifiche richieste senza farne aggiungere altre, anche per poterti permettere l’organizzazione di altri progetti. Fatti pagare inoltre fino dove sei arrivata e poi procedi con altre modifiche.
@Be Art, se lavori da tempo senza aver visto neanche un cent, lasciatelo dire: te la sei cercata! Da quando in qua si lavora senza uno straccio di acconto? ragazzi, fatevi furbi, quante volte ve lo devo dire? :(
@Sarah: hai completamente ragione, un po’ per la fiducia, un po’ quasi per “amicizia” ho pazientato pur di non mollare, nel negativo cmq mi sono fatto esperienza. D’ora in poi si cambia registro, mi voglio tutelare al massimo e se possibile certe persone cercherò di evitarle come la peste. sbagliando s’impara… :)
Posso capire la situazione… purtroppo a volte si da un dito e ti prendono un braccio.
Per prima cosa, comunque io annoto SEMPRE, per qualsiasi progetto, i tempi di realizzazione e segno tutte quelle attività che sono extra.
Questo per avere anche un riscontro oggettivo con il cliente in caso di confronti “accesi”
Il mio suggerimento è quello di annotare queste attività e man mano che le concludi inviare un rapporto nella quale fai il riassunto del lavoro svolto e le ore impiegate.
Alla fine del rapporto la magica frase: Seguirà fattura per l’attività svolta.
Secondo me le richieste si ridurranno allo stretto indispensabile
@francesco: sono d’accordo sul rispettare gli impegni presi, infatti ho portato a termine il lavoro, soddisfacendo tutti i punti delle attività da svolgere. Il problema è che ho anche svolto diverse attività non previste e non comprese nel budget e le richieste continuano all’infinito. In più, visto l’evolversi della situazione, il mio unico desiderio è concludere il rapporto con questa persona, invece continuo a prestarmi alle sue richieste senza riuscire ad uscire dal loop…
@Be Art Design: l’agricoltura (o meglio l’orticoltura) è una pratica sana che consiglio a tutti di praticare :) ma ovviamente non posso non dirti di non abbandonare il tuo sogno ma di seguire gli ottimi consigli di Sarah e Nando! (come d’altra parte devo fare io ;) )
@supergiu: Infatti per me Sarah e Nando stanno diventando dei miti…! umiltà e voglia di condividere le conoscenze non sono che doti rare e preziose, che non hanno in molti! loro sanno dare stimoli incredibili..! quindi sottoscrivo in pieno! buon lavoro!
@giù, metti in chiaro che hai già svolto tutte le attività che ti aveva chiesto di svolgere e che quindi il lavoro commissionato è CHIUSO.
adesso per recuperare il salvabile puoi dirgli: “STOP! Ho preso altri lavori che mi portano via parecchio tempo e non posso più stare continuamente dietro a te e alle tue continue richieste di modifica. Se vuoi che io faccia altre modifiche posso preventivarti il nuovo lavoro al prezzo di 40 euro l’ora.”
se dovesse ritenere il prezzo troppo onoroso, invitalo gentilmente a rivolgersi altrove. è proprio questo il tuo scopo, liberarti di lui :)
non cedere, questa è una tipologia di cliente da cui scappare al più presto e che non merita in regalo nemmeno cinque minuti del tuo prezioso tempo!
@supergiu Segui i consigli di Nando :) ma leggo che ci stai arrivando pian piano
Credo che se sai venderti bene anche la gavetta diventa relativamente importante.
Certo devi saperle fare le cose e non raccontare frottole, ma dal momento che sai come posizionarti in modo UNICO sul mercato (usando le opportune strategie di Marketing) i clienti rompipalle nemmeno ci provano a contattarti.
Dire di “NO” spesso ai clienti sbagliati – oltre a salvarti le chiappe dal diventare schiavo del tuo lavoro – aiuta questo posizionamento. Ti vedranno come quello che “non scende a compromessi”.
Potranno anche odiarti, ma con il tempo e il passaparola inizierai ad attrarre un’altro tipo di persone, ossia quelli che sono focalizzati al risultato che possono ottenere grazie al TUO lavoro piuttosto che allo spendere meno.
È utopia o è veramente possibile tutto questo? Qualcuno la pensa come me?
dovremmo introdurre il “mi piace” in stile facebook anche tra i commenti di yiw :)
Non è affatto utopia. Da quando ho cambiato i prezzi e rifiutato determinati tipi di progetti, ogni contatto/richiesta di preventivo che ho ricevuto da quel momento appartenevano ad una tipologia tutta differente. Progetti più grandi, budget più accettabili e soprattutto clienti capaci di rispettarmi e di capire la qualità del mio lavoro.
Certo, non basta “aumentare i prezzi”, la cosa più importante è la qualità che sei in grado di offrire: se questa c’è, ed è oggettiva (un pò di autoanalisi non guasta mai), è assolutamente normale che i prezzi siano diversi. E questo in qualsiasi tipo di mercato, mica solo nel nostro ;)
Più che dire no, io propongo una cosa tipo questa: “Io valgo tanto, il progetto riesco a farlo in tot giorni/settimane” se ti va benen ok…altrimenti troverai sicuramente qualcuno che sarà disposto a farlo. Alcuni mi dicono no, altri visti la professionalità ascoltano cosa sono disposto a offrirgli.
Ci sono delle volte che non basta porre condizioni. Se il cliente ti chiede qualcosa che non ti va di fare, o se la persona che hai davanti non ti ispira fiducia (per esempio non mi fido a priori di chi mi contatta dicendo che ha già provato 5 web designer ma nessuno si è rivelato capace: se contatti 5 brocchi vuol dire che vuoi lavorare al risparmio, se non erano brocchi e su 5 nessuno è riuscito ad accontentarti comincio a preoccuparmi…), per quanto mi riguarda non c’è condizione che tenga. Ma si sa, io sono poco diplomatica :)
ormai la domanda secca da fare al cliente è: Quanto mi vuole spendere? (si spera sempre che l’individuo dica il prezzo). Allora li potremmo evitarci molti bagni di sangue! ;) Ottimo articolo comunque Sara..complimenti come sempre!
Grazie Ale…anche se non volevo incentrare tutta la questione sul budget, come ho detto ci sono tanti altri fattori da prendere in considerazione se si vogliono evitare grane :)
Ottimo articolo veramente , mi fa sempre piacere leggere articoli che toccano un argomento delicato e spesso comune , molto comune tra chi lavora nel settore nei primi anni come me!
Che dire, alla fine anche io ho detto no all’ultima richiesta di progetto..come sempre ci avrei perso, in tempo, in stress, nervoso, e con un guadagno vergognoso..Ha avuto un effetto ovviamente non positivo in quanto collaboravo con una società e quindi rifiutare quel loro progetto ha significato voler interrompere la collaborazione che non stava portando a niente..quindi disoccupato comunque essendo giovane e vivendo ancora in famiglia e con dei risparmi accumulati nel tempo non posso lamentarmi! Sono contento d’altra parte di aver fatto capire che non ci stavo più a quel modo di lavorare e adesso voglio vedere come si comporteranno e se troveranno qualche altro che con i budget ridotti che impongono fa dei buoni lavori .
A un certo punto e in certi casi può essere difficile dire NO , ma na vale la pena se già sappiamo che dire SI ci porterà solo problemi!
Bell’articolo e molto “attuale”…purtroppo esistono clienti che si approfittano del buon cuore di molti.
Mi associo a Sarah quando consiglia vivamente acconti.
Credo che perdere una buona oretta per un buon preventivo, a cui agganciare una bella postilla su cosa è incluso e cosa no e un bell’acconto 30% con bonifico bancario, non sia da sottovalutare.
Se al cliente non interessa cambiate cliente.
La serietà e la professionalità vengono riconosciute nel tempo. Non sminuitevi.
Complimenti per l’articolo, davvero molto molto interessante.
A proposito di urgenza: sito web (home-chi siamo-dove siamo-contatti) commissionatomi nel marzo 2010 e terminato a novembre 2011. E’ necessario aggiungere altro? :)
Io che faccio soprattutto app che trattano di tumori o malattie dovrei suicidarmi ?o non lavorare? :PPPP cmq gran bell’articolo Sara! :) come sempre del resto! :)
Bell’articolo, ho apprezzato anche il punto numero 5 che parla della questione etica. Sicuramente anche io non realizzerei mai un lavoro per un politico…