Il test di usabilità: azione!

È arrivato finalmente il momento di entrare in azione: tra un’ora arriverà il primo tester con cui hai preso appuntamento. Dovrai utilizzare questo tempo per controllare che la postazione per il test sia in ordine e che tutti i collegamenti siano funzionanti (stabilendo anche l’eventuale connessione con chi assiste in remoto), verificare l’esatta inquadratura della cam e assicurarti che l’audio venga registrato correttamente.

Lista delle cose da testare alla mano, sei pronto a partire.

Prima di cominciare

È preferibile far trovare al tester una situazione di partenza neutrale, successivamente vedremo il perché. Comunque, questo significa mostrare lo schermo spento o a visualizzare la scrivania (desktop). Allo stesso tempo però, dev’essere tutto pronto a iniziare, quindi browser ridotto ad icona ma già aperto sul sito da testare (o sul motore di ricerca, se il test prevede anche questa fase), collegamento remoto già stabilito, webcam e microfono accesi e programma di registrazione già aperto.

I programmi di screen-recording hanno in genere una scorciatoia per far partire la registrazione, ma sta a te scegliere se utilizzare la scorciatoia dopo l’ingresso del tester, all’effettivo avvio del test, o se preferisci avviare l’esecuzione del programma prima che il tester entri, e avere quindi la situazione bella e pronta, ma con un piccolo taglio iniziale da fare.

Ovviamente, facendo delle registrazioni audio/video alla persona, è necessario farle firmare una liberatoria (per la quale redazione faresti bene a consultarti brevemente con il tuo legale), e questo è il momento migliore per farlo.

Spiegare il test e stabilire un contatto

Affinché il test sia utile allo scopo, è importante che la persona che lo svolgerà ti dica esattamente quello che pensa nel momento in cui naviga il sito in oggetto. È chiaro che per ottenere dei risultati in questo senso, bisogna cercare di stabilire un rapporto con il tester, instaurando fin da subito un dialogo: chiedergli il nome, cosa fa nella vita… chiarendo in anticipo che il test ancora non è iniziato e tentando di improntare la conversazione sul genere “chiacchierata” piuttosto che “interrogatorio”: è fondamentale che il tester si senta a proprio agio.

Spiegagli in cosa consiste il test insistendo molto sul fatto che esso riguarda esclusivamente il sito e non è assolutamente uno studio sulla sua persona. Evita di dire che tu hai lavorato o preso parte alla realizzazione del sito: se riesci a instaurare un rapporto col tester è probabile che susciterai la sua simpatia e questo potrebbe farlo sentire a disagio nel muovere critiche che invece potrebbero salvare il progetto.

Chiedi se ci sono domande, sennò…

Azione!

Se è tutto chiaro, puoi partire effettivamente con il test: se non l’hai ancora fatto, avvia la registrazione e apri il browser, poi lascia i comandi al tester.

È probabile che inizialmente nonostante sia tutto chiaro,  il tester non risulti molto loquace, ma puoi cominciare a porgli domande generiche del tipo “Secondo te di cosa parla questo sito?”.

Via via gli chiederai tutti i punti dell’elenco che hai stilato in precedenza, con le domande specifiche del tipo “Compileresti questo form?” o  “Cliccheresti questo pulsante?”; vedrai che spesso ti troverai a prendere appunti: il test è una grande fonte di ispirazione.

Evita silenzi prolungati durante il test, se il tester non parla ma i suoi occhi vagano sulla pagina, aspetta solo pochi secondi prima di fargli domande generiche del tipo “Cosa stai pensando?” o “Cosa stai guardando?”.

Cerca di proporre le domande in modo neutrale e mai fazioso, anche se il tuo desiderio più recondito è dimostrare che la tua idea su quella call-to-action è la migliore: ricorda che il test è utile solo se il tester non è influenzato.

Dopo aver navigato il sito ed esaurito le domande, puoi eventualmente chiedere al tester di completare alcuni compiti del tipo “Registrati al sito”, “Apri un ticket di assistenza”, “Trova la risposta a questa domanda” e verificare eventuali incertezze nello svolgimento del compito.

Una volta concluso il test non dovrai dimentircarti di chiedere se ci sono ulteriori domande o opinioni che il tester vuole esprimere e poi sarai libero di congedarlo.

…E reazione.

Se i tuoi colleghi hanno assistito in remoto, potrete riunirvi anche immediatamente per discutere i risultati del test, altrimenti sarà opportuno mostrare loro la registrazione (e rivederla non ti farà male).

Ognuno avrà i suoi appunti da confrontare con gli altri e al termine della discussione avrete certamente dei risultati: risultati che potranno escludere completamente una soluzione o lasciarvi protendere verso l’alternativa che alla fine si è dimostrata migliore.

Tu e il tuo gruppo potrete quindi procedere nella realizzazione di un nuovo prototipo da presentare al prossimo tester, con già questa prima esperienza alle spalle.

Approfondire

Questo era l’ultimo articolo della serie “Test di Usabilità”. Il mio intento era quello di farti conoscere un approccio al design e alla realizzazione del progetto che forse non conoscevi o che non hai mai preso in considerazione, senza aver mai avuto la presunzione di sostituirmi a chi sicuramente è più preparato di me in materia.

Mi riferisco a Steve Krug, l’autore di “Don’t make me think” e “Usabilità. Individuare e risolvere i problemi”, due testi di riferimento per quanto riguarda i test di usabilità e da cui io per prima ho imparato molto: non posso fare altro che consigliarti vivamente di leggerli.

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L'autore

Appassionata di web-design e web-designer di professione, ha una conoscenza approfondita dell'(x)HTML/CSS, ama sperimentare script in PHP e javascript ed è sempre pronta ad apprendere nuove tecniche. Per i siti preferisce uno stile sobrio con particolare attenzione all'accessibilità e all'usabilità, e soprattutto a quello che c'è sotto la scocca: il codice, rigorosamente standard.

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