Formazione web designer: Quale percorso formativo seguire?
Formazione web designer: ogni giorno riceviamo – tra mail private, forum e commenti sul blog – decine e decine di richieste di supporto, la maggior parte delle quali provenienti da utenti che stanno muovendo i loro primi passi nel mondo del web design.
Con il passare del tempo ho notato che molte richieste hanno qualcosa in comune: gli aspiranti web designer hanno intrapreso il cammino in modo del tutto sbagliato.
Qualche mese addietro abbiamo già analizzato quanto sia difficile oggi formarsi in questo settore, in effetti non esistono dei veri e propri percorsi formativi rivolti al web design e la maggior parte delle volte l’utente è costretto a fare tutto (o quasi) da autodidatta con il risultato che uno che si affaccia per la prima volta in questo settore davanti alle decine di strade che gli si presentano non ha la benché minima idea di quale sia quella da imboccare: accessibilità, usabilità, seo, php, html, xhtml, css, javascript, jquery, json, sql, mysql, ruby (ti risparmio la facile battuta), grafica web, photoshop, fireworks, dreamweaver, flash, xml, asp, java, wordpress, joomla, drupal e tantissime altre ancora.
Con il termine Web Design in realtà si abbracciano tantissime figure professionali che possono essere coinvolte nello sviluppo di un’applicazione web. Il dubbio più ricorrente che attanaglia l’aspirante web designer alle prime armi è dunque: da dove iniziare a studiare?
Formazione web designer: Da dove iniziare? Esiste un corretto e valido percorso da seguire?
Oggi la risposta a questa domanda è: NO. Non esiste ancora un vero e proprio “piano didattico” da seguire ma questo tuttavia non significa che una persona alle prime armi possa iniziare da qualsiasi argomento desideri. Senza dubbio ci sono degli argomenti che vengono prima perché propedeutiche ad altri.
Se il mio obiettivo è di riuscire a svolgere questo lavoro con professionalità e competenza è impensabile iniziare il percorso studiando lo sviluppo di un tema per WordPress o per Joomla, giusto per fare un esempio. Prima di arrivare a comprendere lo sviluppo di un tema per WordPress è indispensabile la comprensione di altre nozioni fondamentali che stanno alla base: html, css, php, database, per citarne alcune. E, per quanto possa sembrare assurdo, sono in tanti a commettere questo sbaglio.
Come se un bambino a cinque anni, ancora prima di imparare a scrivere, si mettesse seduto sulla sua scrivania con carta e penna nel tentativo di stendere un romanzo. Potrebbe mai riuscirci?
Non bisogna avere fretta di imparare. Le grandi maratone (anche quelle da 40 km) si vincono un passo alla volta.
Che cosa comporta iniziare il percorso con il piede sbagliato?
Iniziare il percorso nel modo sbagliato – nella migliore delle ipotesi – comporta una grande frustrazione perché ci sembra di non essere all’altezza di quello che stiamo studiando, oltre che una notevole perdita di tempo in quanto alla fine ci ritroviamo con l’aver riempito il nostro bagaglio culturale di concetti di cui non sappiamo che farcene.
Nei casi peggiori l’utente talmente frustrato e deluso dal fatto di non riuscire a comprendere il senso di quanto studiato decide di abbandonare il percorso intrapreso pensando di non essere tagliato per questo mestiere e magari dopo aver speso anche qualche migliaio di euro dietro a qualche corso privato.
Tutto questo solo perché si è partiti con il piede sbagliato. Ricorda che chi ben comincia è a metà dell’opera.
E allora da dove conviene iniziare?
Poiché non esiste nessun piano di studi specifico per il settore, proviamo a stendere qualcosa che possa somigliare a un piano formativo in modo che un neofita che si avvicina per la prima volta a questo settore possa seguire senza rischiare di complicarsi il percorso e di perdere tempo inutilmente.
Premetto che realizzare un piano di studi in materia non è per niente cosa semplice e tantomeno realizzabile con un articoletto da blog, ci sarebbero mille aspetti da prendere in considerazione e questo non è il luogo adatto, pertanto quello che segue non intende essere il vademecum del perfetto web designer, semplicemente alcuni personali consigli sulla base della mia esperienza per quanti intendano intraprendere questa affascinante professione.
Suggerirei a chiunque si avvicini a questo mondo – a prescindere dalla figura professionale che in seguito si andrà a ricoprire (graphic designer, frontend developer, backend developer,ecc ) – di iniziare il proprio percorso con lo studiare e comprendere gli standard del web definiti da un organismo internazionale senza scopo di lucro, composto di un gruppo di esperti che lavora da anni per standardizzare i linguaggi e le tecnologie per il Web, tale organismo prende il nome di World Wide Web Consortium (o W3C).
HTML, CSS e linee guida per l’accessibilità
HTML, CSS e linee guida per l’accessibilità pertanto sarebbero i primi argomenti che consiglierei di studiare. Qualcuno potrebbe obiettare che per alcune figure professionali – come per il graphic designer ad esempio – la conoscenza di alcuni di questi concetti potrebbe essere superflua, ma ti posso assicurare che possedere anche queste nozioni per un grafico (o per qualsiasi altra figura che ruota intorno a questo mondo) questa è un’arma in più che gli permette di avere una visuale molto più ampia rispetto a chi invece non ha nessuna preparazione in materia.
HTML e CSS devono essere studiati benissimo poiché sono le fondamenta su cui si fonda ogni documento web, soprattutto per chi intende svolgere la figura di frontend o backend developer. Non lasciamoci scoraggiare da quella marea di codice che sta dietro ogni pagina web e che a prima vista può sembrarci aramaico antico: in realtà una volta appresi i concetti baseci renderemo conto che è tutto molto più semplice di come può sembrare a prima vista.
Errori da evitare
Molti alle prime armi si limitano a realizzare i propri documenti web con l’aiuto di editor visuali che creano il codice in modo automatico in conformità di quello che l’utente clicca sull’interfaccia dell’editor, ma non è questo il modo corretto d’imparare. Il codice all’occorrenza bisogna saperlo scrivere manualmente, queste persone per esempio restano sbigottite se gli chiedi di realizzare una semplice tabella o un form senza l’aiuto di un editor visuale.
Consigli
Di seguito ti riporto alcuni suggerimenti da prendere in considerazione in questa prima fase di studio:
- Esistono molti editor che ci semplificano la vita mediante le funzioni di auto-completamento, questo non significa che non vanno usati, anzi, velocizzano il nostro lavoro, ma un vero professionista deve essere in grado di scrivere il codice html/css anche mediante un semplicissimo editor di testo.
- Dobbiamo comprendere sempre perché il codice che abbiamo scritto restituisce un determinato risultato. Copiare il codice da un tutorial trovato sul web che realizza esattamente ciò di cui avevamo bisogno senza comprenderne il perché non ci serve a nulla.
- Impariamo a scrivere sin da subito codice accessibile, dopo ci verrà naturale farlo in ogni circostanza senza il bisogno di dover rivedere i nostri documenti web.
Usabilità e User Experience
Altro concetto importantissimo – e molto spesso sottovalutato – da prendere in considerazione quando si sviluppa un progetto web è l’usabilità e l’esperienza utente.
Questi concetti vanno studiati e appresi di pari passo ai precedenti se non addirittura prima. Poi ovviamente sulla base della figura che s’intende ricoprire si andranno in parte ad approfondire: è chiaro che se s’intende fare il progettista di siti web piuttosto che lo sviluppatore bisognerà andare ad approfondire questi argomenti piuttosto che quelli inerenti ai linguaggi di programmazione e viceversa.
Errori da evitare
L’errore più comune che si tende a commettere in questi casi è di pensare che tutti gli utenti ragionino e si comportino come noi quando si trovano a esplorare un sito web. In realtà le azioni compiute da noi addetti ai lavori – quando si esplora qualsiasi tipologia di sito web – non dovrebbero neanche essere prese in considerazione perché non rappresentiamo per nulla l’utente medio. Eseguire quindi sempre dei test di usabilità con utenti che nulla hanno a che vedere con questo settore.
Consigli
Eseguire sempre i test di usabilità sin dalle prime fasi di progettazione e mai a lavoro ultimato, questo comporta un notevole risparmio di tempo e di denaro.
Dopo aver appreso le fondamenta su cui si basa ogni progetto web ci si può orientare più nello specifico nel percorso da seguire sulla base della figura professionale che s’intende ricoprire.
Come dicevamo all’inizio dell’articolo, le figure professionali che ruotano intorno a questo settore sono molteplici e tutte importanti, soprattutto quando si lavora a progetti più grandi e si rende quindi necessaria la creazione di un vero e proprio team di lavoro. In quest’articolo prenderemo in considerazione solo due delle principali figure oggi più comunemente richieste in questo settore e – nel caso di un freelance – spesso è la stessa persona a ricoprire entrambi i ruoli: il web developer e il graphic designer.
Formazione web designer: Il Web Developer
Se siamo più orientati verso lo sviluppo web possiamo continuare il nostro percorso muovendo i primi passi sul mondo della programmazione. PHP e JavaScript (con un approfondimento doveroso anche alla libreria jQuery) sono tra i linguaggi di programmazione web oggi più utilizzati e quindi i primi direi da cui partire.
Per la realizzazione di siti web più complessi e dinamici ci si appoggia di solito anche all’utilizzo di database per l’archiviazione dei vari contenuti, questo implica dunque anche lo studio di basi di dati, altro argomento indispensabile per muoversi con disinvoltura tra i vari concetti che s’incontrano quando si parla d’interazione tra sito web e database. Chi si trova a scegliere nello stesso momento anche un percorso accademico può sicuramente indirizzarsi verso il Corso di laurea in Informatica che fornisce delle solide basi per questo specifico settore.
Solo a questo punto si possono avere delle solidissime basi che ci permettono di mettere le mani su un tema WordPress, o Joomla o Drupal per smontarlo e rimontarlo come meglio si ritiene opportuno secondo i casi che ci si presentano davanti.
Formazione web designer: Il Graphic Designer
Se invece siamo orientati verso la parte più creativa richiesta da questo lavoro allora il prossimo passo da seguire è quello di studiare e imparare i principali software utilizzati per la realizzazione della grafica web, come per esempio Photoshop o Fireworks forniti da Adobe o l’ottimo Gimp, la controparte free ed Open Source nel caso non si voglia investire in prodotti commerciali.
Intanto che si apprendono i rudimenti di utilizzo di questi applicativi, è importantissimo studiare e far proprie le nozioni che riguardano le metodologie più corrette per veicolare le informazioni mediante l’uso di immagini e la grafica in generale. Utilizzo di colori e immagini giuste, scelta dei font, principi di tipografia (spazi bianchi, interlinea, dimensione testo, proporzioni, griglie, ecc), ma su questo magari in seguito potrà dedicarci un intero articolo la nostra Sara dato che si tratta principalmente del suo campo.
Frequentare contemporaneamente anche un corso di studi accademico di Graphic Design all’Accademia delle Belle Arti non è indispensabile in quanto generalmente è più orientato all’editoria o alla comunicazione d’impresa (grafica pubblicitaria) ma sicuramente potrebbe darti delle ulteriori nozioni di base che contribuirebbero a rendere il tuo profilo ancora più completo.
Conclusioni
Riscontrato che in Italia c’è ancora tanta confusione in merito all’argomento formazione con questo articolo abbiamo provato a percorrere quello che potrebbe essere uno dei tanti modi di approccio a questo settore.
Tengo a precisare che quanto descritto non ha la pretesa di essere considerato “il modo”, ma semplicemente uno dei tanti e che sicuramente potrà essere arricchito dal racconto della tua personale esperienza, per tanto ti chiedo di farti avanti e contribuire esponendo il tuo parere: qual è stato il percorso che hai seguito o che stai proseguendo? Ti ha guidato qualcuno? Quale pensi possa essere il miglior percorso da seguire?
E per concludere una provocazione in merito all’argomento “formazione web designer“: pensi che sia ancora prematuro parlare di un vero e proprio corso di laurea dedicato al settore con diversi livelli di specializzazione sulla base della figura che si desidera ricoprire?
A te la parola.
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Sono completamente d’accordo.
Non esistono facili scorciatoie a studio e pratica!
Con “studio” non intendo ovviamente quello scolastico, in rete esistono infinite risorse (anche questo blog è fonte utilissima anche per chi vuole cominciare :).
Inoltre non si può prescindere assolutamente da una conoscenza completa dell’HTML e dei CSS, quindi consiglio vivamente di abbandonare quei programmi che scrivono il codice da soli, anche se all’inizio può sembrare la via più facile, non c’è altra strada che studiarsi tutti i tag HTML e tutte (almeno le principali!) regole CSS.
Altro consiglio spassionato è quello di affiancarsi a qualcuno che abbia già esperienza e che sia davvero preparato, qualche settimana accanto ad un web designer (o web developer) bravo possono valere mesi da autodidatta!
ciao chiara,
hai detto una grandissima verità ed è sempre quello che consiglio a chi muove i primi passi, anche perchè non tutti gli autodidatti sono portati ad apprendere allo stesso modo, tanti finiscono con l’abbandonare appena incontrano i primi ostacoli.
E’ cmq al giorno d’oggi è difficile trovare gente seria e preparata a cui affiancarsi per chi come me a passione da vendere per il web design. Sono dovuto volare in Olanda ad imparare, innanzitutto, 2 nuove lingue, e nel frattemo poter continuare i miei studi sul settore, visto che in Italia ero circondato solo da lestofanti.
Ciao a tutti e complimenti per l’articolo…
Scrivo per rispondere brevemente all’ultima domanda: “pensi che sia ancora prematuro parlare di un vero e proprio corso di laurea dedicato al settore con diversi livelli di specializzazione sulla base della figura che si desidera ricoprire?”
Non so se sei (siete) a conoscenza del fatto che qualche anno fa era stato promosso un corso di Laurea all’Università degli Studi di Torino che aveva come fine ultimo la formazione di professionisti informatici legati al mondo della Musica, dello Spettacolo e delle Arti. Il corso si chiamama Multid@ms e, per (s)fortuna è durato pochi anni.
Parlo di fortuna e sfortuna insieme perché il progetto di per se era interessante (corsi di informatica, html, css, php, flash, database, grafica, modellazione 3d, progettazione multimediale, manipolazione del suono… il tutto senza perdersi nei meandri della matematica e della programmazione a linea di comando che spaventano molti studenti) ma gestito in maniera approssimativa e incoente anche a causa della mancanza di un obbiettivo finale… I professori dell’area Artistica (istituzioni di storia della Musica, di Teatro, di Cinema eccetera) -salvo rari casi – non riuscivano a inserire l’area informatica del proprio piano di lavoro rendendo le loro materie le stesse identiche del curriculum Dams… mentre i professori di informatica – anche qui, salvo alcuni rari casi – non erano in grado di inserire la componente artistica nella loro materia… il che ha creato una profonda spaccatura e la successiva chiusura del corso di laurea, unico a livello nazionale per quanto ne so…
ciao jeko, grazie per aver raccontato questa tua esperienza.
secondo me il problema più grande riguardo la creazione di un corso di laurea dedicato al settore può essere dovuto alla mancanza di reale preparazione del corpo docente per molte delle nuove materie che stanno venendo fuori in questi anni (non mi riferisco a materie come la programmazione, basi di dati o altre che comunque per altri aspetti esistono da diversi decenni in altri corsi di laurea).
purtroppo come sappiamo in molte facoltà italiane regna supremo il problema del nepotismo accademico. se si vuole davvero innovare in molti casi andrebbe completamente rinnovato il corpo docenti e sostituito con esperti del settore affinchè si possa seriamente parlare di formazione. non credi?
giusto per fare un esempio: della materia “accessibilità” dovrebbe parlarne un esperto di accessibilità che lavora in questo settore da diversi anni e che ogni giorno si trova a confrontarsi con questi problemi piuttosto che un docente della vecchia guardia attaccato alla cattedra che di accessibilità non ne sa praticamente quasi nulla (a parte essersi letto qualche libro di testo per insegnare la materia).
Complimenti per l’articolo perche’ avete risposto, come sempre, ad una delle mie domande “tormentone” di questi anni. Eh si perche’ di offerte formative ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il problema è capire che strada prendere appunto.
Come diceva Jeko, a Torino c’era il Multidams e io vengo da li e sono ancora una studentessa di questo progetto ambizioso ma poco concreto.
Mi permetto di correggerti in una cosa, il corso non e’ morto. Occhio..e’ vivo e vegeto!! Mi sono chiesta perche’ l’avessero di nuovo inserito sotto l’ala Dams, perche’ se non sbaglio e’ la terza volta che scorporano e di nuovo inglobano, e poi mi è capitata la riforma Gelmini sotto mano.
Oltre ad eliminare i corsi con 2 iscritti si è previsto un accorpamento di corsi di laurea che avessero qualche affinita’, tutto per risparmiare su personale e sulle spese per tenere in piedi una facolta’ a sè.
Palazzo Nuovo è veramente al verde, non c’e’ piu’ un soldo.
Per cui il corso ora si chiama “Dams – curriculum “NUOVI MEDIA”" e ha tuuuutti gli esami di prima, sono solo cambiati i crediti e i nomi dei corsi ma è tutto ugualissimo. Stessi esami :)
In qualsiasi caso come dicevi tu, è un corso mal gestito. Dovrebbero guardare gli esami dello IED o di altre scuole private e notare l’abisso. E’ per quello che non ho ancora finito di studiare, perche’ mi sono detta ” a cosa mi serve”
A cosa mi serve dare un esame in FILMOLOGIA per essere un web designer?!
0 Nozioni di pubblicita’, 0 nozioni di grafica, 5 esami di informatica da 60 ore l’uno ( e php in 60 ore :) top dell’insegnamento!) in mezzo a Letteratura italiana, storia medievale e storia della musica.
Come si puo’ unire queste cose?!
Tanto vale che me le studio da sola e vado piu’ mirata al nocciolo!
Proprio per questo mi chiedo, avete dei libri da consigliare proprio seguendo il percorso che avete fatto nell’articolo?
Un libro MUST, TOP di GAMMA per ogni categoria?
Perche’ io sul web trovo di tutto e’ vero, ma mi piace avere ancora il manualino da sfogliare!!!
ciao nebulas, benvenuta su YIW!
la tua esperienza diretta che hai condiviso con noi conferma in buona parte quanto ho detto tra questo e il precedente articolo riguardante il problema formazione in italia.
riguardo i libri di testo da cui poter studiare ci avevo pensato ed era mia intenzione aggiungerli nell’articolo solo che rischiavo di essere troppo prolisso, misono accorto che avevo già superato le duemila parole con quello che avevo scritto e ho pensato che forse sarebbe stato opportuno dedicarci un intero articolo per trattare l’argomento con il giusto interesse che merita. a presto dunque!
Sono web designer per necessità e programmatore per scelta. Ho sempre amato programmare ed ho iniziato a studiare da autodidatta, fortunatamente nel modo giusto. Ho iniziato con XHTML e CSS e sono passato a php e mysql. Per fortuna mi sono trovato sempre bene.
Non condivido però l’uso di edito visuali. Forse perchè ho sempre scritto tutto il codice a mano o solo perchè sono un amante del codice, nel senso che mi soddisfa vederlo scritto e non vedere il sito in se per se :)
Per quanto riguarda il corso di laurea, secondo me potrebbe essere utilissimo per chi ama il web come me o anche per chi ama la grafica in generale. Per mesi ho cercato un corso di laurea che più si avvicinasse alla mia scelta di fare il web designer, ma non avendone trovato uno adatto ho preferito tentare con Ingegneria informatica.
Purtroppo in Italia è così, ma mi chiedo, fuori dall’Italia com’è? Ci sono corsi di laurea adatti?
ciao nicola, condivido pienamente quello che hai scritto.
riguardo la scelta del percorso accademico è un vero peccato che tu, e tanti altri come te, non riuscendo a trovare di meglio debbano rimediare su ingegneria informatica, corso di laurea tra i più pesanti che abbiamo in italia e che non ti avvicina così tanto al mondo del web.
purtroppo negli anni ho visto molti miei alunni e cari amici commettere questo “errore di scelta”, essendo una facoltà davvero pesante molti si sono trovati ad abbandonare il corso di laurea perchè non in grado di reggerlo ed è un vero peccato buttare al vento due/tre anni di studi senza riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati. oltre al fatto che per persone più fragili ed emotive il fardello del “fallimento” rischia di farti perdere completamente fiducia su te stesso e sulle tue reali capacità.
per chi si vuole avvicinare allo sviluppo web io consiglio sempre il corso di laurea in informatica che è molto più leggero rispetto ad ingegneria e si avvicina un po’ di più alle tematiche interessate, e di conseguenza c’è una percentuale più alta di riuscita di portare a termine gli studi.
riguardo la situazione all’estero, per alcuni aspetti la situazione è un po’ diversa dall’italia, esistono molti più corsi specialistici rivolti alle nuove tecnologie multimediali ma che funzionano un po’ meglio che qui da noi. alcune facoltà in italia stanno iniziando timidamente a fare qualcosa di simile, ma come puoi leggere dai commenti dei diretti interessati che frequentano o hanno frequentato simili corsi c’è ancora molta strada da fare.
Parole sante Nando.
Io ho sempre fatto tutto quello che conosco da autodidatta partendo da leggere le cose dei manuali. All’università che ho fatto (sbagliando facoltà, ma questo è un altro discorso) non mi hanno imparato nulla di web ma forse qualcosa di database ma devo dire che mi manca un po di “buona base” su alcuni framework o linguaggi di programamzione che, avendoli, mi sarei potuto giocare meglio come programamtore.
Sicuramente se esistesse un buon corso universitario con docenti preparati potrei farmi rivenire la voglia d stare dientro un banco di scuola ad imparare seriamente.
Un altra cosa che non è riuscita alla mia facoltà è stata darti delle basi / idee su cui poter poi studiare e approfondire da solo come hai aftto tu con l’utilissima guida per creare un tema di wordpress partendo da zero che mi è stata molto utile e da li sono partito a legegre un sacco di cose sulla rete per cercare di fare un tema fatto bene e ci sono riuscito anche se la grafica non mi piace poi tanto (Non è il tema del mio blog).
ciao luca, che facoltà hai frequentato?
concordo pienamente con quanto hai detto e ti dico che hai centrato una grande debolezza del sistema formativo italiano.
i corsi universitari italiani per come sono strutturati/organizzati fanno proprio l’opposto, fanno passare la voglia di studiare a gente che magari ce l’ha e questo è un errore abbastanza grosso. ma qui si entrebbe in discorsi molto più grandi di noi, si dovrebbe iniziare a parlare di politica, di futuro, di investimenti e tantissime altre cose che da tempo sono andate perdute in quello che una volta era definito il bel paese.
A parte l’italiano che è osceno e i miei colleghi stanno ancora ridendo (ti volevo mandare un messaggio per correggere l’italiano).
Io ho fatto Statistica e Informatica per la Gestione delle Imprese all’università di Venezia e mi sono laureato 4 anni fa e non so se in questi anni sia migliorato il piano di studi.
ho corretto e tolto ogni traccia dell’errore =)
ahahahahah :-) :-)
So che ha le sue potenzialità come python che mi aveva entusiasmato per la sua assenza di parentesi e la sua pulizia ma non ho mai avuto il tempo / voglia di studiare.
non è affatto facile competere con la grandissima diffusione del php. staremo a vedere gli sviluppi.
Come al solito, ottimo spunto di discussione e ottimi suggerimenti.
Dal mio punto di vista, bisogna partire dall’assunto che chi non sa, non sa di non sapere e, per questo, non si rende conto di ciò che serve e dell’urgenza dell’una o dell’altra specifica disciplina.
È una questione di livelli di competenza che – vuoi o non vuoi – contraddistingue il percorso di crescita e di responsabilità delle persone.
Il tuo articolo, Nando, mostra prima di tutto una grande visione d’insieme, che a sua volta scaturisce da un’esperienza significativa, ma anche da una passione incontenibile per l’argomento. E questo giustifica il tuo premuroso tentativo di stendere un piano degli insegnamenti finalizzato soprattutto alla riduzione degli errori.
Ma, come dicevo, è una questione di livelli di competenza. E l’errore ci sta. Anzi, ci deve stare, pena l’immobilismo di carriera.
Guai a non sbagliare!
Faccio un esempio solo per amore del ragionamento. Mio figlio vuole andare in bicicletta, perché vede il suo compagno di giochi che lo fa e si diverte. Solo che mio figlio non sa andare in bicicletta. Ma il bello è che lui non sa di non sapere. Ancora non si rende conto della perizia tecnica che deve acquisire per muovere dignitosamente la bicicletta senza fare del male a sé o agli altri.
Mio figlio, in questa prima fase, è inconsciamente incompetente.
Per questo, prende la bici del suo amico e prova irresponsabilmente a farsi un giro. Succede che al primo tentativo cade e si fa male. Mio figlio si accorge di non sapere andare in bicicletta. Tecnicamente ha commesso degli errori. E per la prima volta si rende conto che la manovra implica delle abilità che lui non possiede ancora.
Egli diventa, in questa seconda fase, consciamente incompetente.
A questo punto, si compie il destino del mondo. Infatti, sia per andare in bicicletta che per sviluppare un tema WordPress o, ancora, per costruire imbarcazioni turistiche o abiti da sposa, è necessario passare al livello successivo. Ma per farlo ci vuole la consapevolezza dei propri limiti temporali e la voglia di andare avanti.
Mio figlio, per esempio, decide di andare avanti e di imparare a mantenersi in equilibrio sulle due ruote. Alla fine ci riesce. Impara! Scorazza in lungo e in largo per il parco con la sua bici.
Egli, adesso, è consciamente competente. Ovvero, è consapevole della sua competenza.
In tutto questo, Nando, c’è un ultimo livello. Un livello che ti appartiene. Ed è quello che viene raggiunto da mio figlio e da tutti i bambini che passano le giornate in bicicletta. Diventano così bravi da non essere più consapevoli – paradossalmente – delle proprie abilità.
In quest’ultima fase – “relativamente” ultima, sia chiaro! – mio figlio diventa inconsciamente competente.
È un po’ lo stesso discorso dell’automobile. Agli inizi si presta attenzione a ogni singola manovra. Col tempo (e con l’esercizio), si finisce per guidarla senza nemmeno rendersi conto delle operazioni compiute per passare dalla prima alla quinta marcia.
Concludo, scusandomi per l’attacco di logorrea cui non riesco mai a sottrarmi, con la convinzione che il wysiwyg possa far parte del percorso di crescita di chi vuole arrivare ai livelli più alti, ma che non rappresenti comunque una tappa obbligata. Anzi, ne è prova che molti (appassionati di codice) ne fanno a meno tranquillamente.
Riguardo ai percorsi di laurea, il rischio è che una facoltà su questi argomenti – gestita da chi non fa (ricordiamoci che molto spesso “chi sa, fa, chi non sa, insegna”) – possa subire un appiattimento didattico e sfornare solo una congerie di impiegati di concetto.
Non sto dicendo che non sia possibile. Sto solo dicendo che per un vivaio di talenti, come spesso emergono da questo settore, non esiste ancora in Italia un’organizzazione universitaria all’altezza del compito.
Chiedo scusa a tutti per il tempo occupato.
ciao cà,
discutere con te di queste cose tramite i commenti di un blog è troppo, troppo, troppo riduttivo. meno male che c’è un po’ di distanza a separarci perchè altrimenti chissà che lunghissimi caffè potremmo prendere tra una discussione e l’altra e… addio lavoro.
ciò che dici è verissimo, è proprio sbagliando che si impara, hai fatto un bellissimo esempio del bimbo in bici e ti ringrazio anche per i complimenti – più o meno impliciti – che mi hai rivolto, quando provengono da persone che stimi valgono doppio.
l’errore però di cui parlo io nell’articolo – che purtroppo viene commesso da non pochi utenti – è un errore diverso, non parlo di sbagliare e risbagliare mentre si tenta di imparare qualcosa, come html e css per esempio (perchè questo ci sta benissimo e anzi è proprio così, come dici nel tuo esempio, che si impara davvero), ma mi riferisco ad un errore molto più grave e sottile che può compromettere l’intera attività che ci si appresta a svolgere. ed è l’errore di approcciarsi a questa nuova attività in un modo completamente sbagliato.
come se tuo figlio – forzo il tuo esempio, anche se non è il più indicato in questo caso, nel tentativo di farti capire cosa intendo – per imparare a guidare la bici invece di montare sulla sella si mettesse dietro un piccolo manuale tecnico che spiega come la catena di trasmissione è una parte essenziale di una bicicletta e permette la trasmissione del moto eseguito dal ciclista tramite la pedalata e bla bla bla… ecco, stare un anno (o un mese) a cercare di imparare ad andare in bici in questo modo è solo tempo sprecato e non solo, c’è anche il grosso rischio che tuo figlio possa pensare di non essere all’altezza di riuscire a guidare mai una bici visto che quello che ha letto gli ha solo confuso le idee ed abbandonare per sempre l’idea di andare in bici.
sbagliando si impara, ma ci sono comunque dei percorsi più o meno corretti da seguire e su cui sbagliare imparando. per il resto condivido pienamente quanto hai detto, hai fatto una bellissima analisi sull’apprendimento.
Per la discussione: io ho frequentato l’ITSOS Albe Steiner di Milano, un’istituto tecnico (forse l’unico?) che come profilo triennale prevedeva Comunicazioni Digitali e le materie in breve erano queste:
STC : Html, css e Flash
PEID: javascript, php e mysql
psicologia della comunicazione
diritto (applicato soprattutto al web)
musica (digitale su Mac).
In sè non era male, l’ho testato sulla mia pelle. L’unico ENORME problema è che le cose da apprendere erano talmente tante, l’orizzonte talmente vasto, che la nostra classe è uscita da lì come è entrata: nessun cambiamento, nessuna competenza. Chi ha imparato, l’ha fatto da autodidatta, semplicemente.
Quindi, di progetti lodevoli ce ne sono stati e probabilmente ce ne saranno ma è un campo talmente vasto che insegnare un pò di tutto a una classe è un’impresa impossibile, se non superficialmente (e quindi inutilmente).
Non so come si potrebbe risolvere la situazione, se non catalogando e dividendo chiaramente i diversi ambiti web. Diciamo, chi si occupa dell’aspetto prettamente visivo (dal css a flash alla grafica) e chi si occupa dell’aspetto “server” del prodotti finale (da javascript a php alla programmazione vera e propria).
Che dite?
Purtroppo o per fortuna, la competizione in questo lavoro è molta e le sfacettature anche di più.
ciao cifra, perdona il ritardo nella risposta ma ieri è stata una giornataccia ricolma di impegni.
ciò che racconti e che hai vissuto in prima persona è una testimonianza molto importante e credo che rispecchi pienamente l’attuale situazione italiana.
anche nel settore privato oggi ci sono tantissimi corsi di formazione inerente il settore web design che pretendono di formare una persona – con tutti i concetti di cui abbiamo discusso nell’articolo – in 20, 30 o 40 ore di formazione. si mischia tutto in un unico calderone (photoshop, dreamweaver, flash, html, css, php, javascript, ecc) e il risultato è esattamente quello che hai detto tu: i corsisti alla fine non hanno appreso quasi nessuna competenza dopo aver investito anche 2.000/3.000 euro.
tu come pensi possa essere migliorato il corso che hai frequentato? se potessi farlo, cosa cambieresti?
Come diceva qualche collega più in alto, esistono già percorsi accademici che trattano la materia dello sviluppo web. Ad esempio all’università di Udine è attivo da diversi anni (almeno 6 o 7) il corso di Tecnologie Web e Multimediali, correlato da varie lauree specialistiche.
L’idea alla base non è niente male a mio avviso: si tratta di un corso di laurea in informatica “soft”, con meno esami di matematica, meno programmazione teorica e applicata all’analisi, e con una serie di esami orientati all’ambiente del web (usabilità e accessibilità, tecnologie lato server, psicologia della comunicazione, e-commerce..).
C’è da dire che l’impressione che ne esce è che in Italia siamo ancora “giovani” dal punto di vista accademico, e spesso sembra che questo corso di laurea ti lasci con poche conoscenze “pratiche”, che riesci a procurarti solo approfondendo da autodidatta.
Nella mia esperienza personale c’è un periodo di studio universitario in Spagna in cui, seguendo corsi paralleli a quelli del mio corso di laurea italiano, ho notato una grande propensione ad incentrare gli insegnamenti sul lato pratico, realizzando progetti per ogni esame e trattando argomenti attuali (chiaramente non qui non parlo della preparazione/atteggiamento dei professori, essendo questo un argomento totalmente dipendente dalla sede universitaria di appartenenza).
ciao alberto e grazie per aver raccontato la tua esperienza.
quello che viene fuori dal tuo racconto rappresenta un problema molto comune del sistema accademico italiano e riguarda un po’ tutte le facoltà: tantissima teoria e (quasi) niente pratica.
c’è un detto che recita: “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo”. ecco, il nostro sistema formativo è tutto incentrato sulla prima parte di questo detto.
il problema c’è ed è evidente, è messo in risalto dalle esperienze di ciascuno di noi.
la domanda a questo punto è: possiamo fare qualcosa per cambiare questa situazione stagnante?
Ciao, ottimo articolo, io frequento ancora le scuole superiori (indirizzo informatico), non abbiamo mai affrontato un vero e proprio discorso sul web, io dalla seconda superiore studio come autodidatta HTML e in seguito ho appreso CSS, ora mi dedico a JavaScript, AJAX e poi qualcosina di Python e Perl, ho 17 anni e ho realizzato un sito per un cliente, sono sempre stato attento nell’esaminare anche codici già fatti che mi sono stati utili per dare un risultato migliore, ho appreso quindi l’utilizzo del mooflow e del jquery. Per farla corta e non stare qui ad elencare i miei meriti credo che il problema sia radicato sin dal principio, la mia scuola affronta gli stessi argomenti ripetendo e ripetendo senza mai avere qualcosa di innovativo da insegnare.
ciao manuel, grazie per aver raccontato la tua esperienza.
cosa cambieresti nel metodo formativo utilizzato dalla tua scuola?
Io sto frequentando un corso universitario un pò più “classico”, ma sono convinto che abbia tutti i contenuti adatti per un webdesigner.
Tra esami obbligatori e opzionali si va a coprire tutte le tematiche descritte nell’articolo, anche se in alcuni casi i professori non sono per niente all’altezza (Javascript ed usabilità li devo ri-studiare da solo perchè questi due corsi erano tenuti da persone incompetenti).
ciao carlo, grazie per la tua segnalazione.
puoi indicarci di quale corso si tratta, magari suggerendoci anche qualche link per eventuali approfondimenti?
potrebbe risultare molto utile a tanti lettori che si trovano oggi a dover fare una scelta su quale corso di laurea seguire.
Il punto è proprio questo: non so se sia possibile migliorare un corso del genere in modo che il binomio qualità-quantità rimanga di valore.
Bisognerebbe dividere le varie aree di competenza e approfondire in un solo corso solo alcune cose; ad esempio, la grafica, un corso completo dovrebbe prevedere:
HTML-CSS-Grafica-Grafica 3D-Grafica Vettoriale-Tipografia-Psicologia e bon, esaurire certi argomenti.
Sperando di non aver ripetuto concetti già espressi da altri, rinnovo il mio saluto ;)
credo che sia proprio questa la soluzione, iniziare con un percorso comune che dia magari delle solide basi e, solo successivamente, sulla base della figura professionale che s’intende svolgere (developer, graphic designer, designer, ecc) intraprendere un percordo di specializzazione mirato.
Si tratta del corso di Comunicazione Digitale all’ Università di Milano.
Poco dopo che ho iniziato io è stato riorganizzato (secondo me in meglio), infatti il link porta proprio alla “nuova versione”:
http://www.ccdinf.unimi.it/it/corsiDiStudio/2011/F2X/index.html
grazie per la segnalazione carlo.
Cosa cambierei nel metodo formativo utilizzato dalla tua scuola? Se non tutto, direi il 90%. Frequentando comunità come queste mi rendo conto che ciò che facciamo è obsoleto e quasi del tutto inutile ormai.
Alla fine non si ha sbocco su niente nel campo lavorativi perchè usciti dalla mia scuola si deve affrontare un corso di aggiornamento immediato se non uno studio completo partendo da zero.
Sono scontento della situazione scolastica perchè io che voglio affrontare il web non ho nessun tipo di preparazione da parte della scuola, ma semplice studio individuale dei linguaggi che preferisco mille volte ma un parere da un esperto non fa mai male
Ragazzi ci tengo a dire che ho “segnalato” questo bellissimo post nel mio “meglio della settimana”: spero non vi scocci! :)
http://goo.gl/3FTel
è sempre un piacere, grazie della segnalazione, cifra!
Ciao Nando, ho letto con interesse il tuo articolo qualche giorno fa e tanto che mi piacque, lo lasciai tra i miei appunti in modo da poterti scrivere… eccomi:
L’ho letto con interesse perché io stesso qualche tempo fa, diciamo circa 5 anni fa, mi preoccupavo molto per la giusta formazione che potessi acquisire perché da autodidatta vedevo troppo difficile compiere quei passi giusti necessari per districarmi con abilità tra le tante tecnologie con cui un web-designer deve sapersi destreggiare.
Ho intrapreso da autodidatta diverse volte gli studi di diverse tecnologie (Javascript, Visual Basic, ASP, etc) ed altrettante volte mi sono trovato moltissimo in difficoltà; una volta stavo pure andando ad un corso a pagamento per “web-master”… per fortuna non ci andai perché solo ora che ho avuto modo di aumentare il mio know-how ho concluso quanto fosse poco idoneo.
4 anni fa circa, dopo circa 5 anni di lavoro in proprio, decisi così di iscrivermi all’università, scelsi come percorso di studi “Facoltà di Scienze Informatiche” perché mi sembrava il più idoneo. Tra i corsi di questa facoltà ce ne sono molti che un web-designer può non digerire, alcuni anche ad un aspirante programmatore possono pesare, tuttavia è comprensibile la difficoltà di coloro che cercano di realizzare le giuste basi per un buon programmatore… perché ecco, il corso di laurea in Informatica è un corso per aspiranti programmatori e non per web-designer.
Il web-designer ha bisogno di essere aggiornato molto circa la creatività e qui non viene reso disponibile nulla di tutto ciò; io ho investito dunque molto anche personalmente e mi trovo contento perché ho avuto modo di rafforzare le mie basi di programmazione ed ho migliorato di molto la mia qualità di sviluppo.
Mi trovo estremamente contento perché ho avuto modo di incrementare il mio know-how relativo alle basi di programmazione tanto che da autodidatta non ci sarei mai riuscito. Ho imparato così a programmare in C, C++, Java ed altri linguaggi di scripting e comunque la cosa interessante per chi ci legge è che appaiono quasi tutti la stessa pasta agli occhi di un programmatore esperto, infatti da quando ho ampliato le conoscenze grazie all’Università programmo molto meglio in ASP e, mentre prima di iniziare l’università non riuscivo ad imparare un’altra tecnologia se non con numerosissimi sforzi, ora la storia è diversa, ho imparato il PHP in una sola settimana e sono stato così in grado di realizzare un progetto avanzato senza alcuna difficoltà. Non parliamo poi di JavaScript che ricorre quasi sempre in ogni progetto web; c’è sempre bisogno di mettere mano al codice e se non si sa programmare come si fa? Ecco che diventa importante aver acquisito le basi di programmazione… in tutto ciò ho dimenticato di citare AJAX, JQuery, SQL etc…. :^)
Mi direte: ma un web-designer mica deve saper fare tutto ciò? ok, avete ragione, ma se si sa fare più di altri non è meglio?
Con le basi Universitarie poi si ha modo, un domani, se ce ne fosse l’esigenza, di poter spaziare su altre tecnologie, magari più remunerative; qui a Napoli, da dove ti scrivo, la situazione “lavorativamente parlando” è catastrofica, nel senso che di aziende disponibili ad investire nell’ambito web non ce ne sono per niente, però ecco, con le basi di programmazione solide ci si può mettere in gioco anche come programmatore.
Quindi, tutto questo “papiello” per dire: ben venga l’università e ben venga nell’età giusta; io purtroppo ho iniziato gli studi universitari a 24 anni e ne ho sofferto moltissimo sia perché avevo lasciato gli studi da troppo tempo sia perché gli studi precedenti non erano stati idonei… tuttavia ci sono quasi riuscito, sto per laurearmi alla triennale e nel frattempo sto cercando di impostare il lavoro in modo che possa essere una solida realtà di domani… Certo non so se continuerò alla magistrale perché da un lato l’età è avanzata, dall’altra di investire altri 3 anni nell’imparare “cose” belle ma che potrei non applicare lavorativamente, mi fa paura …
Mi scuso per la lungaggine con tutti.
Vi saluto.
Ciao a tutti! mi sono da poco affacciata a questo mondo.
Prima affiancavo un mio collega informatico genialoide e nerd fino al midollo e all’inizio mi chiedevo se gli mancasse qualche venerdì:-)
purtroppo poi le nostre strade si sono divise e ora mi ritrovo a dover gestire il reparto web dell’azienda dove lavoro in completa solitudine:-(! Sono solo un paio di mesi che ci sto lavorando e contate che prima il mio lavoro era l’impaginazione!!! Certe volte mi sembra di essere incapace e di non essere in grado di continuare a fare questo lavoro! è veramente difficile! la mi conoscenza è limitata ad un’infarinata di html e css! Niente php se non da autodidatta e zero javascript!!! sto lavorando sul sito aziendale tramite WordPress e modificando un tema free già esistente!
Vorrei formarmi al meglio e ci DEVO riuscire da sola!!! io sono abituata a studiare alla vecchia maniera “analogica”: carta e evidenziatore:-)
Conoscete qualche libro (in italiano!!!) che mi permetta di darmi basi + che solide su css, hmtl, php javascript e tutto il resto? mi scuso se non sono specifica ma ho conoscenze davvero limitate e non mi sò spiegare molto bene!!
Cmq l’articolo è molto molto interessante e ,mi ha tirato davvero su di morale!!
grazieeeeee
(Rispolvero questo post)
Salve a tutti!!
Anche io mesi fa mi sono posta questa domanda!E non sono riuscita a dare ancora la giusta risposta,se non quella che l’unica strada percorribile è studiare da autodidatta..
La passione per il web design è nata quando già frequentavo la laurea triennale in Informatica, laurea in mano posso dire che su 180 crediti acquisiti 6 di questi mi hanno dato qualche conoscenza di html(che già avevo appreso da sola precedentemente) e php … e i restanti 174 ?? Nada de nada!!Proseguendo il mio percorso con una laurea magistrale in Informatica non avrei certamente acquisito 1 solo credito utile per aumentare le mie competenze e conoscenze riguardo il mondo del web design . A me interessava comunque prendere la Laurea Magistrale.La risposta pensavo di averla trovata : Laurea Magistrale in Informatica Umanistica dell’Università di Pisa,(Università che offre ben 5 offerte formative differenti,penso che sia qualcosa di unico in Italia per quanto riguarda l’Informatica). Mi sono iscritta a questo corso di Laurea Magistrale che comprende nel suo piano di studi ,tra gli altri i seguenti esami :
- Progettazione di interfacce e valutazione dell’usabilità
-Progettazione e programmazione web
-Produzione multimediale
-Progettazione grafica
Ma non poteva andare tutto bene ovviamente:si tratta di un Interfacoltà tra Facoltà di Scienze MM. FF. NN e Lettere ,una LM-43 che avrebbe di fatto annullato il mio percorso scientifico della Triennale ,a cui tengo visto lo sforzo non indifferente che mi è costato ,dato che in qualsiasi tipo di concorso verrà riconosciuta solo la laurea magistrale .. tanto per fare un esempio se volessi fare un concorso per un ruolo da insegnante con questa laurea avrei la possibilità di insegnare “Storia dell’arte” con 40 crediti e passa di esami di storia dell’arte,il paradosso è che non avrei fatto nemmeno 1′ora di storia dell’arte in questo percorso di studi. E ovviamente io,INFORMATICA,non voglio insegnare storia dell’arte.
Quindi sono stata costretta a scegliere un’altra strada,che con il web design non ha niente a che fare (sigh),che però mi darà il mio bel pezzo di carta con la magica sigla LM-18 che servirà per poter partecipare ai vari concorsi .
Insomma,la risposta è sempre quella:non esiste un percorso di studi adatto ad un aspirante web designer che è anche un informatico.. non ancora per lo meno…
Da quanto ho capito L offerta formativa della scuola e università sono carenti nella formazione di
web designer
Per sopperire a questo problema bisogna fare dei corsi.
Come si capisce se e un buon corso o solamente una perdita di tempo e denaro ?? di solito si guardo il costo, il programma, e le ore.
Ma questi elementi non bastano a determinare la qualità del corso.
Bell’articolo…. certo è difficilissimo addentrarsi in questo mondo e come dici tu non c’è un vero e proprio percorso formativo in merito. Per la mia esperienza personale ho seguito un corso gratuito per webmaster e devo dire che come nozioni fondamentali mi è servito molto anche se in realtà sto imparando più da autodidatta che non con l’insegnante che avevamo al corso. Forse perchè sono io a dover cercare , leggere e capire. In giro per il web si trovano molti tutorial e video che possono insegnarti le basi , secondo me quello che ci vuole prima di ogni altra cosa è la voglia di imparare e la perseveranza in quello che si vuole diventare. Al momento sto lavorando al mio primo sito web che spero diventerà il mio curriculum da freelance. Uso solo il notepad++ , perchè penso anche io che se vuoi essere un buon web designer devi innanzi tutto sapere cosa scrivi e vederne passo passo i relativi funzionamenti. O solo un dubbio in merito ai miei studi quindi ti pongo una semplice domanda… Ma tu i linguaggi che usi per lo sviluppo dei siti web li sai a memoria o sai a memoria solo quelli fondamentali? Te lo chiedo perchè spesso mi capita di dimenticare ad esempio le varie proprietà del css o dell’html
Complimenti per la discussione,a volte mi chiedo come si faceva una volta senza Internet.
Ora perlomeno ho capito la differenza fra Web Developer e Graphic Designer…
Ebbene si, vorrei affacciarmi a questa “nuova” professione ma pur avendo alle spalle un’esperienza quasi ventennale nel settore dell’IT, sono completamente a digiuno su tutto quanto concerne HTML,CSS,Java ecc…
Di fatto, ora sono in mobilità e vorrei approfittarne per arricchire le mie conoscenze e chissà, magari iniziare un nuovo percorso professionale.
Dunque, anche io, come tanti, non riesco a districarmi nella giungla di offerte presenti in rete ma vorrei intraprendere la strada del Web Designer (o Graphic Designer (?) ).
Pensavo di iniziare con dei corsi on-line proposti da alcuni centri certificati Adobe, nello specifico con Dreamweaver e Fireworks per poi proseguire con HTML5.
Non avendo conoscenze però non vorrei sbagliare e vi chiedo se pensate che sia la giusta soluzione.
Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà aiutarmi a fare chiarezza.
Un saluto
Salve a tutti,
un corso di laurea che offre competenze nel settore del web design e del web development è il corso di laurea triennale in Informatica Umanistica presente all’Università di Pisa.
Si tratta di un corso di laurea interfacoltà tra la facoltà di Informatica e quella di Lettere, pertanto oltre agli argomenti più informatici, sono presenti anche materie letterarie come: linguistica italiana, letteratura italiana, lingua e letteratura inglese, storia dell’arte, ecc..
Mi rendo conto che per chi non fosse interessato a questi argomenti, il prezzo da pagare sarebbe alto, ma è pur vero che anche queste materie forniscono un bagaglio culturale utile anche al web designer e a chi si occupa di contenuti. Un designer che si rispetti deve conoscere un po’ di storia dell’arte; la conoscenza della lingua italiana è indispensabile a chi si occupa di inserire contenuti, articoli sul web; le conoscenze più culturali (come storia e letteratura) può essere utile nel caso ci si trovi a dover progettare o gestire siti che si occupano di tali argomenti.
Per quanto riguarda le materie più inerenti il web design e il web development, il corso di laurea ne offre molte, riuscendo a coprire quasi completamente tutto il settore:
-> programmazione in javascript e php
-> progettazione siti web
-> basi di dati
-> progettazione grafica e web design
-> progettazione di interfacce e valutazione di usabilità
-> produzione multimediale
Ovvio che questi corsi mirano a darti delle basi che, per quanto solide, sono pur sempre basi. Sta poi alla volontà del singolo approfondire gli aspetti che più gli interessano. In particolare, per chi fossse interesato all’aspetto del design grafico, secondo me sarebbe necessario affiancare quesot corso con uno più mirato su questi temi (un solo corso di 40 ore non basta).
Per il resto mi sento di consigliarlo a chi abbia la voglia di entrare nel mondo della realizzazione di siti web.
Spero che il mio intervento sia stato utile.
A presto,
Daniele
Salve a tutti,
mi permetto di chiedervi un consiglio:
sono alla ricerca di un CORSO serio/affidabile/professionale nel WEB DESIGN. Ormai ho 37 anni e ho lavorato fino ora come grafica nell’ambito di stampa. Ho acquisito nel frattempo alcune conoscenze in html e css ma la mia esperienza nel web lascia di tutto desiderare ed e pericolosamente piena di buchi. Vi sarei grata di qualche consiglio su un ente privato che offre i corsi utili da seguire, giusto per iniziare seriamente.
Grazie e un saluto a tutti,
ela
Ciao a tutti, ho 35 anni e sto cercando di reinventarmi per cercare una nuova strada sul web. Sto cercando un corso on-line serio per imparare (da zero) il mestiere di webmaster e web design. Ho trovato questo percorso che non mi sembra male: http://www.mrwcorsi.it/percorsi/webmaster.asp
Mi sapete dare un consiglio? Può essere adatto? I prezzi sembrano buoni… voi avete alternative da suggerirmi?